North American T-6G

Velivolo da addestramento avanzato degli anni trenta nato negli USA

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North American T6 G con i militari: Maurizio Rosati, Mario Massimino, Franco Monteferri, Roberto gentile, Raffaele Lamura e Marchetti

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Il giovane Adriano Agnoli Primo Aviere all'Aeroporto di Bergamo Orio al Serio

Il North American T-6G il cui originario modello fu chiamato 'Texan', iniziò la sua attività come aereo da addestramento in forza alle aeronautiche militari degli USA e del Canada con il nome familiare di "Harvard".
Il primo anno di esercizio risale al 1938 sostituendo il North American BC-1 (Basic Combat), che rimase operativo seppur in numero limitato, come addestratore nelle forze aeree americane, fino al 1941.

Ingrandisci l'immagineFiat G-91T esposto a Foggia

Alcuni anni prima della sua definitiva radiazione dai reparti operativi avvenuta nel 1955, venne ulteriormente migliorato nelle dotazioni elettriche; anche il cockpit era stato riadattato per una migliore visibilità dei piloti.

North American BC-1 (Basic Combat)

Pochissimi esemplari sono rimasti di questo velivolo. Si è calcolato che siano stati conservati in musei o presso privati non più di 12 esemplari del NA BC-1, mentre del T-6 volano ancor oggi un numero ragguardevole di esemplari.
Molti BC-1 sono stati demoliti e alcune carcasse sono ancora visibili a Fort Carson in Colorado negli USA.
Si fa notare che i piloti, su questo aereo, oltre all'interfono usavano delle radio ricetrasmittenti in fonia, ultra moderne per l'epoca, e ancora, osservando l'antenna a onda intera sui 80/90 Mhz, molto vicina alle attuali frequenze aeronautiche standard.

National Museum of the U.S. Air Force dove troverete alcuni esemplari del North American BC-1 e T-6

Il più grande Museo di aviazione del mondo. Si trova vicino a Dayton, Ohio - Indirizzo: National Museum of Air Force 1100 Spaatz Street Wright-Patterson AFB, OH 45433 (near Dayton) - Phone +1 (937) 255-3286 - E-mail: nationalmuseum.mup@us.af.mil

La potenza del motore stellare Pratt-Whitney R-1340 erogava una potenza di 600 hp che gli permetteva una velocità di crociera di 205 miglia orarie (mph) a 5,000 piedi (ft).
Il 15 luglio 1958 le truppe americane sbarcate in Libano, useranno ampiamente il T6 per le loro attività aeree di supporto alle truppe; 16 velivoli rimasero nella Forza Aerea Libanese (Lebanese Air Force).
Per la Francia, dal 1957 à 1961, durante la guerra d'Algeria partecipò alle operazioni in una speciale Escadrilles d'Aviation Légère d'Appui (EALA 3/71 21/71 a Djelfa e 16/72 a Biskra); Portogallo, Spagna e la RAF lo hanno ampiamente utilizzato nei loro territori d'oltremare per attacco a terra, bombardamento e ricognizione.

A proposito facciamo notare che il North American T-6G si dimostrò un velivolo robusto e ben progettato, con una struttura capace di sopportare modifiche sostanziali alla fusoliera e alle ali per il trasporto di bombe e missili per l'attacco al suolo, riconoscendogli a giusto titolo un alto livello di sicurezza e di resistenza ai danni.

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North American T6 G I-SSEP MM54101

Piloti professionisti di tutto il mondo lo fanno ancora volare nei meeting aerei e nelle riprese di scene di aviazione nei films d'azione.
Da tempo è stato radiato dal servizio attivo anche dall'Aeronautica Militare italiana nella quale era in forza.
Alcuni esemplari sono visibili in esposizione statica in musei e caserme militari.

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North American I-HRVD KF729

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North American T6 G I-UOGI

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North American T6 G I-UOGI

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Vista frontale del North American T-6G

Il North American T-6G, come moltissimi altri aerei, adottarono il motore stellare come propulsore. Di semplice concezione, dette prova negli anni, di grande robustezza e affidabilità.
Sotto il motore si vede una presa d'aria per l'areazione alla fusoliera.

Il comandante Renato Cortelletti, pilota istruttore ci fa notare che la presa d'aria sotto il motore non serve l'areazione della fusoliera ma al raffreddamento del radiatore dell'olio motore.
Ringraziamo il comandante Cortelletti dell'appunto che ci permette maggior precisione nelle descrizioni tecniche.

Il pilota Renato Cortelletti è un pilota professionista e anche Istruttore di volo.
Possiede l'abilitazione al volo su vari jet civili quali Falcon 20, Gulfstream GIII, Learjet 60.
Ha volato e insegnato su molti aerei storici tra cui Piper Cub, Piston Provost, Sf260, F15 Picchio, Bucker Bu131 Jungmann, North American T6, ed è stato il pilota ufficiale del più vecchio aereo italiano volante il Caproni ca100 del 1933.

Collabora come primo ufficiale per una importante compagnia executive e vola su HAWKER SIDDELEY HS125

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Vista laterale del North American T-6G. Visibile a Roma

I colori della livrea sono quelli originali dell'Aeronautica Militare Italiana.
I numeri di immatricolazione rilevati sulla carlinga sono: MM 53801 (MM53-801) con 4 01 nella coccarda tricolore.
Lo stemma sulla deriva verticale, col Cavallino Rampante del 4º Stormo (Amedeo D'Aosta) con sede a Grosseto, fa dedurre che appartenne a questo.

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Nota di Severino Tognoni: Al neeting di Montagnana ho ammirato particolarmente il "Pilatus" e il North American T-6, poichè sono a mio avviso, i più rappresentativi dei velivoli scuola (trainer) ancora in circolazione e che partecipano a quasi tutti i meeting aerei del nord e centro Italia.

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Seve davanti al T6 I-HRVD

Severino Tognoni davanti al T6 I-HRVD

North American T-6 Havana Aviation Museum

North American T-6 della Marina Canadese con numero di registrazione: 3039
T-6 North American de la Marine canadienne avec numéro d'immatriculation: 3039