La Turchia decide di acquisire gli Eurofighter Typhoonn
Fatti di Cronaca con Aerei  |  23 Novembre 2023 7:10  |  Article Hits:98
Eurofighter Typhoon in volo
Eurofighter Typhoon in volo
Una ricerca da parte della Turchia in un contesto di tensioni internazionali, di un'autonomia difensiva, segna un punto di svolta significativo per l’aeronautica turca che ridefinisce la potenza aerea con l'addio agli F-35.
Il ministro della Difesa turco Yasar Güler ha annunciato l'intenzione di Ankara di acquisire 40 aerei Eurofighter Typhoon, una scelta strategica che si allontana dal precedente orientamento verso gli F-35 americani. 
La Turchia era stata esclusa dal programma F-35 nel 2019, a seguito del controverso acquisto del sistema di difesa russo S-400. 
Il ministro ha sottolineato i problemi che altri paesi stanno avendo con gli F-35, comprese le restrizioni ai voli in Israele e in Europa, rafforzando così la posizione della Turchia a favore dell'Eurofighter.
Si aprono sfide diplomatiche dovute alla scelta da parte di Ankara di preferire gli Eurofighter, in particolare di fronte all’opposizione della Germania. Fondamentale per convincere la Germania è il sostegno di Regno Unito e Spagna, coproduttori dell’Eurofighter. Il presidente Recep Tayyip Erdogan intende discutere l'acquisizione durante la sua prossima visita in Germania con il cancelliere Olaf Scholz. I negoziati si svolgono in un contesto alquanto teso per le recenti dichiarazioni di Erdogan su Israele e dalla proposta turca di creare una commissione per studiare l'interazione tra gli S-400 e i sistemi NATO.
La Turchia e gli F-16: un affare incompiuto
Allo stesso tempo, Ankara è impegnata in trattative per l'acquisto di 40 F-16 Block 70 Vipers e l'ammodernamento di 79 velivoli dagli Stati Uniti. Questo progetto, tuttavia, deve affrontare le obiezioni del Congresso americano, esacerbate dalle tensioni legate all'acquisizione del sistema russo S-400 e dalle posizioni politiche della Turchia nei confronti della Svezia e della NATO. La risposta degli Stati Uniti rimane incerta, nonostante l'approvazione informale del Dipartimento di Stato e l'avvio del processo di negoziazione con il Congresso.
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