Serg. Magg. Pilota Marco Matta caduto in Croazia

Sgt. Maj. Pilot Marco Matta died in Croatia

24 settembre 2018

Il 7 gennaio 1992, nel corso della missione di monitoraggio veniva abbattuto un elicottero dell’Esercito assegnato alla ECMM.
Perdevano la vita tutti i componenti dell’equipaggio: quattro italiani ed un Ufficiale francese (Magg. Jean Ejchenne).

Ten. Col. Enzo VENTURINI Comandante
Serg. Magg. Pilota Marco Matta (secondo Pilota)
Mar. Capo Silvano NATALE Tec. meccanico
Mar. Capo Fiorenzo RAMACCI Tec. elettricista

Nel mese di giugno del 1993, tutti i componenti italiani dell'equipaggio, sono stati insigniti dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

ANTEFATTO

La Missione Europea di Osservazione (EUMM) fu istituita, inizialmente con la denominazione di ECMM (European Community Monitoring Mission) dalla Comunità Europea nel 1991, in seguito all’Accordo di Brioni del 7 luglio 1991.

AB-205 con il colore bianco e la bandiera europea.
Velivolo in manutenzione.

Dal 1° gennaio 2001, la Missione fu denominata EUMM (European Union Monitoring Mission) ed era uno strumento di Sicurezza dell’Unione Europea nei Balcani, alle dipendenze del Consiglio dell’Unione Europea, con la presidenza del Segretario Generale quale Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC). La missione aveva sede a Sarajevo.

 

Marco Matta. Da successive indagini, l'abbattimento fu un atto proditorio compiuto da un Mig serbo con lo scopo di creare attrito tra la neonata croazia e l'europa affiché questa ritiri la forza di interposizione.

Nel 1991, con lo scioglimento della ex-Jugoslavia, la Comunità Europea, con l’Accordo di Brioni del 7 luglio 1991, istituì una propria Monitor Mission, per osservare, monitorare il ritiro dell’esercito jugoslavo dalla Slovenia e successivamente, estesa a tutta la regione dove il conflitto si era allargato con il preciso scopo di supervisionare l'osservanza del cessate il fuoco tra la neo proclamata Repubblica Croata e l'ex Jugoslavia capeggiata dalla Serbia.

Gli italiani ed i colleghi europei, fecero proprie le richieste dei Governi nel ruolo di osservatori imparziali ed obiettivi, i monitor ECMM erano disarmati ed indossavano abiti bianchi.

Per la sua stessa natura, l’EUMM non era legata alla gestione della crisi, ma assumeva il ruolo di verificatore e a latere, operatore nell'organizzare gli incontri fra le parti in luogo neutro.

Marco Matta riceve il Brevetto di Volo dalle mani del comandante

La Missione non era collegata con NATO, SFOR, ecc., benché coordinasse la propria attività con tali Comandi, con i Capi delle Missioni della UE e le più importanti Organizzazioni Internazionali con la prospettiva di contribuire alla pacificazione di tutta l'area dell’Ovest dei Balcani.

Nel marzo 1999, a causa dell’intervento della NATO, l’Ufficio di Missione di Belgrado fu chiuso ed il personale ritirato.

Nell’ottobre del 2000, l’ECMM avviò la riapertura dell’Ufficio di Missione di Belgrado, da cui dipendono i Team in Kosovo (Pristina e Pec) ed in Montenegro (Podgorica e Bar).

Marco Matta con un collega.

Con il Council Joint Action del 22 dicembre 2000, la Missione ECMM (European Community Monitoring Mission) fu trasformata in EUMM (European Union Monitoring Mission). Con tale provvedimento, la Missione assunse il ruolo di strumento di pace e mediazione.

Il 25 aprile 2001 fu firmato un accordo che stabiliva che il personale facente parte della missione (Monitors) godeva degli stessi privilegi ed immunità previsti dallo status diplomatico. Esso operava disarmato ed in abiti civili, con il distintivo identificativo della EUMM.

 

 

 

La Missione EUMM aveva il compito di:

  • Monitorare gli sviluppi politici e di sicurezza nell’area di responsabilità;
  • Sviluppare in particolare il monitoraggio dei confini, delle problematiche inter-etniche e del ritorno dei rifugiati;
  • Fornire rapporti analitici sulla base delle direttive del Consiglio;
  • Contribuire al sistema di "early warning" del Consiglio ed alla "confidence building" nel contesto della politica di stabilizzazione dell’Unione Europea nella regione.

Una foto in completo relax inviata a un collega con dedica cameratesca.

L'Italia su mandato del Parlamento partecipò con personale militare che fu dislocato presso l’HQ di Sarajevo e gli Uffici di Missione di Pristina (Kossovo), Tirana (Albania) e Belgrado (Serbia Montenegro), in qualità di osservatori, monitors a Padgorica, Bujanovac (Servia Montenegro) e a Tetovo (FYROM).

A bordo dell'elicottero abbattuto si trovava anche un militare francese:
Ten. Di Vascello Jean Loup EYCHENNE Osservatore

Il Sottotenente di Vascello si arruola nella Marina francese nel 1979.
Fu Vice Comandante della Compagnia des Fucilieri di Marina del porto di Cherbourg nel 1988-1989.
Dopo il decesso ha ricevuto la decorazione francese che lo nomina "Cavaliere della Legione d'Onore" (Ordre national de la Légion d'honneur) e viene promosso al grado di Capitano di Corvetta.

Con decreto n. 13214 del 14 aprile 1992 del Ministro della Difesa, gli è stato attribuita la menzione "Mort pour la France".

Su proposta del Governo italiano il presidente della Repubblica conferisce a Jean Loup Eychenne la "Medaglia al Valore dell'Esercito".

 

Le Lieutenant de Vaisseau s'est enrôlé dans la marine française en 1979.
Il a été Commandant Adjoint de la Compagnie des Fusiliers de Marine du port de Cherbourg en 1988-1989.
Après sa mort, il reçoit la décoration française qui le nomme "Chevalier de la Légion d'honneur" (Ordre national de la Légion d'honneur) et est promu au grade de Lieutenant-commandant.

Avec le décret n. 13214 du 14 avril 1992 du ministre de la défense, il se voit attribuer la mention "Mort pour la France".

Sur proposition du Gouvernement italien, le Président de la République Sergio Mattarella décerne à Jean Loup Eychenne la "Médaille de la vaillance militaire".