Elicottero Agusta Bell AB-204B Reg: EI-234

Agusta Bell AB-204B helicopter Reg: EI-234

18 Marzo 2023

AB 204B Reg: EI 234 in montagna per una manutenzione non programmata

AB 204B Reg: EI 234 in montagna per una manutenzione non programmata

Descrizione degli elicotteri a cura di Gianni Chopperboy

AB47G
Sul crescente interesse dell'elicottero e della ormai consolidata validità del suo impiego nell'Esercito presso le S.E.R., lo SME, viste le limitazioni delle piccole macchine della Serie "47" (equipaggiate con motori alternativi, pesanti e a bassa potenza) e la disponibilità delle nuove macchine in produzione, decise di equipaggiarsi con l'ultimo nato in casa Agusta: l'AB-204B a turbina.
Tra il 1963 e il 1965, l'esercito acquisì 48 di questi nuovi elicotteri equipaggiati con due motorizzazioni GNOME da 1000 e 1200 HP (portati poi tutti allo standard 1200), colorazione mimetica a 3 toni verde scuro-marrone terra scura-alluminio e codici da EI-201 ad EI-248. L'entrata in servizio dell'AB-204 B permise un grande salto di qualità in termini di impiego tanto che nacque in quel periodo il concetto di "aeromobilità" (azioni aeromobili e di sostegno aeromobile) e consenti l'istituzione delle Unità S.E.U.G. (SEUG) e dei R.E.U.G. (REUG).
Fu anche il primo elicottero ad essere impiegato all'estero in operazioni militari a cominciare dal 1979. Con alcuni problemi insiti nella macchina e mai risolti definitivamente, ormai soppiantati in toto dagli AB-205, furono radiati nel 1990 e gli ultimi di essi volarono il 22 maggio 1989. 2 elicotteri sono accantonati e altri sono disponibili per il "futuro Museo" purché ne sia ricoverato al chiuso almeno un esemplare. Nel 1958/1959 l'Esercito acquistò 15 AB-47J RANGER adibiti nei RAL per collegamento ed evacuazione feriti.
Quadriposto e carenatura anche sulla trave di coda non ebbe una grande popolarità per la scarsa potenza installata rispetto al peso a vuoto elevato. Inizialmente con le pale di legno sostituite poi da quelle metalliche portandoli allo standard degli AB-47J-2. Alcuni hanno avuto i doppi comandi per l'istruttore.
Con livrea iniziale verde uniforme furono poi dopo il 1964 pittati con la classica verde scuro/ marrone terra scura. Ebbero anch'essi i doppi codici, l'ultima da EI-10 ad EI-22 (2 non ebbero la seconda ri-codifica). Furono radiati nel 1984 e l'ultimo ha volato nel 1979. Nessun AB-47J è stato accantonato a oggi, né esistono disponibili per il futuro Museo.
AB-205A
Ormai certi che gli elicotteri di 2^ generazione a turbina avrebbero avuto un peso sempre maggiore nell'impiego con le Unità operative dell'Esercito, lo SME, dopo aver valutato il nuovo elicottero appena presentato dall'AGUSTA, ne decise l'acquisto per 23 esemplari in due diversi contratti.
Tra il 1966 ed il 1969 giunsero nell'A.L.E. nel Modello AB-205A (corrispondente al militare Bell UH-1D) motorizzati con la turbina Lycoming T-53L-11A da 1100 SHP (in seguito sostituita dalla Lycoming T-53L-13B e più tardi con la T-53-L-703 (T-53-L-13D)). Ebbero i codici da EI-249 ad EI-271 e colorazione a 3 toni verde scuro-grigio mare scuro-alluminio (nel tempo ad alcuni fu applicata la colorazione monotinta in due diverse tonalità di verde scuro del tipo a bassa visibilità).
Oggi questi elicotteri non sono più in servizio e molti sono divenuti GG presso vari Reparti AVES ed altri Enti ma attualmente nessuno è stato destinato al "futuro Museo AVES" pur rimanendo una buona disponibilità tra quelli accantonati.
AB-206A. EI 513 Colmata la categoria degli elicotteri Uso Generale (o multiruolo) con gli AB-204 ed AB-205, lo SME decise di aggiornare la componente da ricognizione composta dagli AB-47G-3B e G-3B-1 ed AB-47J. A seguito della presentazione dell'AB-206, tra il 1970 ed il 1971 furono acquistati 16 AB-206A corrispondenti al Bell Model 206A OH-58A Kiowa (per intenderci i cosiddetti "bassotti" ovvero i riconoscibilissimi AB-206 a carrello basso).
Con livrea a chiazze verde scuro-grigio scuro e alluminio, ebbero i codici da EI-501 ad EI-516 con motore Allison 250-C18 d a 317 HP. Nel tempo, sono stati aggiornati anche nella motorizzazione con l'installazione di una turbina Allison 250-C20 da 420 HP che li fece diventare il Modello AB-206A2. Sono stati radiati nel 2004 e gli ultimi hanno volato nel 2002. Ad oggi nessun AB-206A2 è stato accantonato per il "futuro Museo AVES" e ne resta disponibile uno solo: l' EI-513.
A seguito dell'esperienza iniziale sugli AB-206A, lo SME acquistò il modello successivo prodotto dall'AGUSTA su licenza AB-206A-1 pari al Bell Model 206C OH-58C Kiowa. Tra il 1971 ed il 1976 furono ritirati 129 elicotteri del nuovo modello motorizzati con una turbina Allison 250-C18.
Con livrea mimetica e i codici da EI-517 AD EI-584 e da EI-590 ad EI-650 andarono a rimpiazzare totalmente la serie AB-47G/J in servizio presso le S.E.R. dei R.A.L. Furono tra i primi elicotteri ad essere armati consentendo a tutti i piloti di acquisire la qualifica di Impiego Tattico.
Con la sostituzione dei motori con i più perforamenti Allison 250-C20 ebbero la nuova classificazione di modello AB-206C-1. Sono stati impiegati in soli 3 teatri Operativi nelle missioni ECMM nella ex Jugoslavia, FMP in Albania a Tirana e KFOR in Albania a Durazzo. Verso gli anni 2000 cominciò il loro accantonamento/radiazione ed oggi sono presenti in numero esiguo solo presso La Scuola di Viterbo dell'AVES e presso la Scuola AMI del 72° Stormo di Frosinone. Nessun elicottero è stato destinato al "futuro Museo AVES" ma per fortuna ne esiste un congruo numero disponibile. Colmata la categoria degli elicotteri Uso Generale (o multiruolo) con gli AB-204 ed AB-205, lo SME decise di aggiornare la componente da ricognizione composta dagli AB-47G-3B e G-3B-1 ed AB-47J.
A seguito della presentazione dell'AB-206, tra il 1970 ed il 1971 furono acquistati 16 AB-206A corrispondenti al Bell Model 206A OH-58A Kiowa (per intenderci i cosiddetti "bassotti" ovvero i riconoscibilissimi AB-206 a carrello basso). Con livrea a chiazze verde scuro-grigio scuro e alluminio, ebbero i codici da EI-501 ad EI-516 con motore Allison 250-C18 d a 317 HP. Nel tempo, sono stati aggiornati anche nella motorizzazione con l'installazione di una turbina Allison 250-C20 da 420 HP che li fece diventare il Modello AB-206A2.
Sono stati radiati nel 2004 e gli ultimi hanno volato nel 2002. Ad oggi nessun AB-206A2 è stato accantonato per il "futuro Museo AVES" e ne resta disponibile uno solo: l' EI-513.
PIPER PA-18-125 L-21A
Con le stesse modalità, l'Esercito ha avuto in concessione 62 Piper PA-18 125 L-21A.
Dal 1954 giunsero in Italia tutti di colore giallo (come gli L-18C), immatricolati con codici civili I-EIxx e, addirittura, alcuni volarono inizialmente con quella colorazione. Successivamente, per breve tempo, gli fu applicata una colorazione verde uniforme e poi, dal 1963, la mimetica a 2 colori. Oltre che alle scuole di volo dell'Esercito (Bracciano e Viterbo) sono stati (pochi) distaccati presso la Scuola AMI di Alghero.
Hanno costituito la formazione delle prime S.A.L. (SAL). Alcuni (almeno 6) furono convertiti in L-21B.
Uno è stato oggetto di sperimentazione con i cingoli Bonmartini. Dal 1963 furono applicati i codici militari dall'EI-101 all'EI-149 (13 non ebbero i codici militari perché distrutti in incidenti prima dell'applicazione). Nel 1976 iniziò il loro accantonamento e dal 1980 avvenne la progressiva radiazione portando la loro restituzione al Governo USA. L'ultimo a volare fu l'EI-117. Non risulta che esistano esemplari da mettere nel futuro Museo, salvo, forse, proprio l'EI-117 del quale però non so se ancora "vivente" (salvo tentare un recupero/riacquisto da quelli re-immatricolati civili)!!! Ovviamente cominciamo dall'Ala fissa.
In primis del PIPER PA-18-95 L-18C SUPER CUB.
L'Esercito Italiano ricevette,in accordo al programma MDAP (Mutual Defense Aid Pact concepito secondo il piano ERP European Reconstruction Plan) e sotto la supervisione del MAAG (Military Assistance Advisory Group), 56 aeroplani nella configurazione L-18C tutti di colore giallo.
I primi giunsero in Italia nel gennaio 1952 e cominciarono a volare ad agosto dello stesso. Furono impiegati principalmente per l'addestramento iniziale presso le Scuole di Volo dell'Esercito (Bracciano-Viterbo) e distaccati presso Enti civili (AeC dell'Urbe) o Scuole Militari AMI (Alghero-Latina) e un piccolo numero presso alcune S.A.L.(SAL).
Nel 1970, dopo circa 100.000 ore di volo, iniziò il loro accantonamento seguito dalla radiazione nel 1976 che terminò ufficialmente nel 1980.
L'ultimo volò nel 1989. Furono restituiti, a partire dal 1981 al Deposito U.S. - D.P.D.O. (Defense Property Disposal Org.) di Camp Darby di Livorno. L'ultimo in ottimo stato rimase l'EI-94 che viene però utilizzato ormai da svariati anni all'aperto (sigh!!) quale GG (falso I-EIMU) a Viterbo. Ne esistono altri 3 (tra i quali anche quello recuperato dalla Scuola della Motorizzazione) ma ridotti piuttosto male dai quali si può tentare un recupero di parti per averne un esemplare (probabilmente un assemblato di più velivoli) da mettere nel futuro Museo. Purtroppo un "vero" L-18C sarà molto difficile trovarlo salvo recuperarne qualcuno che ancora vola nell'ambito civile e riconvertirlo con i codici e colori militari di appartenenza. Secondo il mio parere l'ideale sarebbe stato preservarne almeno uno in buono stato magari con gli iniziali codici civili I-EIxx!!!! (Accetto senza riserve eventuali correzioni)! CESSNA Model 305M (ex C) L-19E/0-1E BIRD DOG Agli inizi degli anni '60, sempre in accordo al programma M.D.A.P. (MDAP).
L'Esercito Italiano ricevette 44 CESSNA L-19E, alcuni appartenenti all'USAF e gli altri al U.S. ARMY anche se in realtà erano nuovi e direttamente dirottati all'Italia dalla fabbrica di Wichita.
I primi, metallici e e verniciati in verde oliva uniforme giunsero a Viterbo alla fine del 1962 in cassoni e montati dai nostri M.a.l.. Ebbero da subito la verniciatura a 2 toni verde-marrone e in seguito l'aggiunta del colore alluminio, le coccarde tricolori e i codici E.I.-xx da E.I.-1 ad E.I.- 44. Gli aerei andarono a formare le SAL di alcuni costituendi RAL integrando e sostituendo nel tempo gli L-21A/B.
Sette di questi velivoli furono modificati per il traino manica per l'addestramento al tiro contraereo. L'esemplare l'E.I.-1, nel 1969, fu ceduto alla SIAI MARCHETTI per la trasformazione nel prototipo dell'aereo a turbina SM.1019A I-SJAR.
Dopo oltre 112.000 ore di volo, nel 1991 iniziò la radiazione e di questi 15 andarono all'Ae.C.I.con il benestare USA (demilitarizzati e applicato il kit gancio traino-alianti a cura dell'OMA di Foligno). Nel 1992 in base ad accordi USA-Malta-Italia, cinque O-1E vennero ceduti al Governo Maltese. La radiazione terminò nel 1995 con l'ultimo volo in seno all'Esercito. Riconsegnati agli USA molti furono venduti a privati ed alcuni volano tutt'ora. Se verranno mantenuti nelle dovute condizioni di riparo almeno due esemplari potranno figurare nel "futuro Museo".