Aeronautica e conoscenza del Volo

Il mondo dell'Aviazione e la sua cultura.

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Il Robin ATL con marche F-GFOM, su l'aviosuperfice di Brioude (Francia) agosto 1993

L'aeroplano Robin ATL

Questo è un piccolo aereo simpatico e di facile pilotaggio.
È più vicino a un ULM che a un aeroplano di aviazione generale; il suo comportamento in volo è conforme allo standard della famiglia dei "Robin",
costruttrice del Robin DR.400/160 Major.
Si dimostra un aeroplano delicato che deve essere trattato con accortezza, e tassativamente non deve mai superare la velocità massima VNE (Never Exceed speed) che è relativamente bassa.
La più piccola sollecitazione della cloche verso l'avanti, oppure un aumento eccessivo di motore, avvicina pericolasamente la VNE al punto critico.
La cosa ci sembra alquanto strana per un velivolo destinato alla scuola volo e dunque ai principianti.
Comunque la preoccupazione non si pone ed è poco rilevante, poichè il rispetto delle velocità massime vale per tutti i velivoli e lo si insegna al primo approccio con comandi di un aeroplano.
La manovrabilità di questo aeromobile e la leggerezza dei comandi ne fanno un velivolo di ottime levatura e di buona progettazione, anche se sul mercato attuale troviamo aerei di buonissima levatura.

Il testo quì riportato è stato tratto da una rivista francese di aeronautica, tradotto da Severino Tognoni e pubblicato.

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L'aeroplano Robin ATL con ai comandi Aldo Pecorella sulla aviosuperfice di S.Giovanni Rotondo giugno 2009. Photo: Severino Tognoni


08-03-2016

Menico Piccininni argomenta sul Robin ATL

Il nostro amico Menico Piccininnici ci ha inviato una mail chiedendoci di rettificare ciò che è stato scritto a proposito del Robin ATL, e noi pubblichiamo ciò che ci dice.
Mi è sembrato opportuno dare spazio a una riflessione che porti a rivalutare ciò che si dice del Robin.
Personalmente non sono qualificato a parlare di tecnica di volo e performance dei mezzi aerei, dunque mi rimetto a ciò che ci dirà l'amico Menico.
Auguri Menico Piccininni

Inoltre mi chiede Menico:

Mi piacerebbe avere l'articolo del pilota francese a cui fai riferimento .....non vorrei che si riferisse solo al perno di attacco delle ali che ogni 1000/ h deve essere sfilato per controllarne l'integrità, come da istruzioni del costruttore essendo l'aereo corredato di precisissimi manuali, come per tutti gli AG.

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Il pilota Menico Piccininni ai comandi

Menico ha letto la recensione nella cui si parla del Robn ATL e della sua critica VNE che sembra una cosa facilissima da superare e pertanto pericolosa e potenzialmente distruttiva per il suddetto aereo.
Menico tranquillizzare chi ha scritto erroneamente quanto riportato, con un po di "Fantasia" allarmistica, sul fatto che l'aereo al di là di sospetti di chi non lo conosce bene, dovuti forse alla originale conformazione della V Tail, è in realtà di costruzione solidissima, e di fatto perdona qualsiasi errore di manovra come si chiede giustamente ad un aereo progettato per allievi piloti di molti aeroclub di Francia.
Menico pensa di conoscerlo abbastanza bene dopo averci volato per più di 200 ore in questi anni, e quindi conferma con assoluta certezza che anche con tutto motore, in volo livellato non ha mai superato i 150 km/h TAS, fermo restando che se con questa accelerazione si dovesse anche tentare di dare cloche in picchiata, l'aereo inizialmente tenta di arrivare alla VNE ma poi i comandi diventano duri e il velivolo, disperatamente, vuole tornare in volo livellato confermando la sua intrinseca stabilità progettuale.

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Pannello Comandi e strumentazione
Bellissima la meccanica del tettuccio che ruota sul muso dell'aereo.

Per quel che ne se ne sa, tutti gli aerei hanno la stessa criticità con la propria VNE e nessun pilota dotato di un minimo amore per la propria vita si azzarderà mai a fare tentativi stupidi per tentare di raggiungere scientemente il VNE e superarlo.
La storia del Robin ATL non annovera la perdita delle ali per fatti correlati al superamento della velocità massima, anzi la sua storia è quella di un velivolo molto tranquillo e stabili in ogni condizione, come tutti i Robin del resto.
Si potrebbe teorizzare qualche rischio in atterraggio con vento al traverso superiore ai 20/30 nodi; ma quale pericolo è possibile escludere con qualunque veicolo in movimento?

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Robin ATL in pista

In Francia, in Germania, in Inghilterra , Spagna e persino Grecia risulta essere un ottimo aereo ricercatissimo e difficile da trovarsi usato in quanto oggetto Cult per i felici possessori, con pochi difetti se non (per assurdo), di essere un po troppo lento a causa di una scarsa motorizzazione dei primi 100 esemplari prodotti con il JPX di 60 hp, prima che arrivassero alla versione con il Limbach 2000 WW da 75 hp che io uso e mantengo al top grazie anche a meccanici certificati AG, come il caro amico comune Orazio Nocita, che sicuramente conoscete.
PS: un pilota tedesco lo ha modificato qualche anno fa in versione Experimental con carrello retrattile, Wingtails alari , motore 100 hp e ha scoperto che sempre le stesse le ali sono così ben fatte che ha di fatto cambiato la VNE portandola ben oltre i 200 km/h

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Retro Robin RTL

Il velivolo ha avuto solo una sfortuna, in mezzo a tanti fatti positivi conseguenti alla vittoria del concorso istituito nel 1982 dall'Aeroclub di Francia , che ne ha penalizzato enormemente la produzione e il vero successo, questo a causa come ti dicevo dell'aver avuto all'epoca pochi motori aeronautici affidabili, semplici, potenti e nel contempo leggeri abbastanza da poter essere montati su un aereo biposto con carrello fisso e molto largo ( ben 3 mt. ) il cui progetto se pur molto solido prevedeva di contenere i pesi a max 460 kg a pieno carico e quindi ridurre i consumi oltre ai costi delle relative manutenzioni.
Solo la Limbach con il potente 2000 DA a doppio magnete, carburatore singolo, trazione diretta (3000 rpm), 12 lt/h di mogas 98 e raffreddamento ad aria ci riuscì a giungere a circa 80 hp al decollo, partendo dal solito VolksWagen Porsche 1600 e 2000 del Maggiolone , già utilizzato durante la guerra dai tedeschi proprio sui loro ricognitori leggeri, e per questo dopo la sconfitta retrocessi pare solo al settore automobilistico.
Per questo rinnovo furono richiamati in fabbrica dei modelli (circa 15) e riallestiti con il Limbach che però comportava un appesantimento sul muso che ne avrebbe determinato lo spostamento del baricentro.
Pertanto vene deciso di cambiare l'angolo di attacco delle ali che così diventarono rivolte in avanti con freccia negativa, fatto molto inconsueto all'epoca come la V Tail che sembrava non dovesse essere possibile su un piccolo AG ma solo sui caccia a reazione.
I Francesi quando vogliono sono innovativi e con il Robin ATL/L si sono dimostrati tali, infatti l'aeroplano è veramente leggero tanto da poter essere considerato oggi il primo ultraleggero mai costruito in serie (peraltro in AG) con cellula in Vetroresina e Kevlar con Airex su matrice epoxi, ali basse in legno pregiato e impennaggi mobili in alluminio, interni comodi ed eleganti, visibilità eccelsa, rumorosità bassa e riscaldamento in cabina .....uno spettacolo di capacità progettuale che all'epoca (1983) fece veramente scalpore oltralpe.
Ancora oggi l'aereo è veramente bello e moderno e a mio parere (dopo alcune esperienze su vari ULM e AG) resta un aereo molto facile ed intuitivo da pilotare per chiunque, un vero Stick and Rudder su cui tanti piloti di caccia e Liner francesi hanno aperto le ali, seppur un pelino pesante in fase di decollo per via del motore poco brillante rispetto ad un Rotax e delle sua elica bipala su cui forse si sarebbe dovuto fare ancora qualche progresso tecnico, ma la Robin ne ha cessato la produzione nel '91 e dopo poco ha anche cessato di esistere vendendo tutto alla Apex che ha curato soltanto i più famosi (e bruttini) DR 300 / DR 400 noti per il traino alianti e scuola.
Potrei avanzarlo con facilità ma aspetto che radio e Transponder siano un po più economici e obbligatori.
Per concludere, dare una giusta fama al Robin è un dovere poichè l'aereo di cui parliamo non ha deluso ed è stato criticato da molti compresi dagli istruttoro che non ci hanno mai volato.
Menico Piccininni
DS Avio Falcone
bluemenico@me.com

 


Fiat G-91 in deposito di Roma

   Fiat G-91