Il mondo dell'Aviazione

Gli stemmi degli attuali Reparti dell'Aeronautica Militare e cenni della loro storia.

Araldica del Cielo

L'Araldica - si legge nei dizionari - ha per oggetto lo studio degli stemmi, detti anche "armi".
L'origine degli stemmi si fa risalire all'epoca medioevale della "cavalleria", quando i cavalieri giostranti nei tornei iniziarono ad usare un proprio distintivo personale.
Le "armi" - composte di figure simboliche talvolta allusive al cognome - passarono successivamente a contraddistinguere le grandi famiglie feudali e divennero ereditarie.
Per analogia anche le "famiglie" militari (reggimenti, stormi, ecc.) si fregiarono di un emblema.
Gli stemmi degli attuali Reparti dell'Aeronautica Militare sono presentati ora in questo libretto, accompagnati da cenni descrittivi che ne spiegano il significato ricordando l'origine e la storia degli enti ai quali si riferiscono.
Storia lunga o breve, gloriosa od oscura, ma sempre degna di rispetto e di onore, perchè fatta di nobili esistenze e di egregie opere dedicate in guerra e in pace al servizio della Patria, perchè sempre intessuta di eroismi e di sacrifici.
Gli emblemi dei nostri Reparti sono simboli di valore e titoli di nobiltà, consolidati dalla tradizione e ravvivati dalle fresche energie delle nuove leve, e di essi giustamente vanno fieri gli uomini che servono la Patria nell'arma del cielo.

Stemma dell'Aeronautica Militare Italiana

Il Presidente della Repubblica in data 25 gennaio 1971, accogliendo la richiesta avanzata dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica nella quale chiedeva l'autorizzazione a fregiarsi di un proprio stemma, con il quale tutti i Reparti, vecchi e nuovi, si potessero idealmente riconoscersi, emanava il seguente decreto:
É concesso all'Aeronautica Militare uno stemma descritto come segue: inquartato nel primo d'oro un cavallo alato azzurro, inalberato e rivoltato, tenente con le zampe anteriori una fiaccola naturale (27ª Squadriglia aereoplani); nel secondo d'argento un grifo rampante rosso (91ª Squadriglia Baracca; nel terzo d'argento un quadrifoglio verde (10ª Squadriglia da bombardamento Caproni), nel quarto di porpora il Leoni di S. Marco in maestà con la spada e con il libro degli Evangellsti chiuso (87ª Squadriglia Serenissima).
Sopra lo scudo un'aquila turrita d'oro e sotto, su lista svolazzante d'azzurro, il motto pure in caratteri d'oro: Virtute siderum tenus. I distintivi di squadriglia ricordano quattro fra le squadriglie più gloriose della prima guerra mondiale; il motto in latino significa: "Con il valore fino alle stelle".

Stemma della 1ª AEROBRIGATA

Stemma della 1ª AEROBRIGATA
"Intercettatori teleguidati"

1ª AEROBRIGATA "Intercettatori teleguidati"

Il primo Reparto organico della nostra Aeronautica trae origine dal 1° Stormo Caccia, costituito sull'aeroporto di Campoformido (Brescia) il 7 maggio 1923, ossia immediatamente dopo la costituzione dell'Aeronautica Militare in Forza Armata autonoma, avvenuta il 28 marzo dello stesso anno.
I suoi tre Gruppi, 6°, 7°, e 23°, ebbero inizialmente sede in campi diversi: Aviano (UD), Venaria Reale (TO), Cinisello (Ml).
Dotato inizialmente di aeroplani "SPAD", ebbe in seguito: nel 1924 il "Nieuport Ni. 29", nel 1926 il FIAT CR. E nel 1928 il FIAT CR.20.
A Campoformido, con i CR. 20 lo Stormo iniziò un intenso addestramento all'acrobazia collettiva, le sue squadriglie acrobatiche si esibirono sia in Italia che all'estero in manifestazioni che suscitarono entusiasmo ed ammirazione ovunque. Nell'anno 1931 con un suo Gruppo, il 9°, contribuì alla formazione del 4° Stormo Caccia.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1940, il l° Stormo dotato di velivoli Macchi MC 200 svolse intensa attività bellica in Sicilia tanto da meritare una Medaglia d'argento al Valore Militare.
Dopo un periodo di sosta a Campoformido per la ricostituzione, ricevuti i nuovi velivoli Macchi MC 202, il l° Gruppo si trasferi nel novembre 1941 in Africa Settentrionale dove, insieme al 6° Gruppo partecipò alle operazioni della difficile fase del ripiegamento e poi della riconquista della Cirenaica.
Rimpatriato nel giugno 1942, fu in Sardegna, nei cieli del Mediterraneo e della Tunisia, con successivi trasferimenti a Pantelleria e a Biserta. All'atto dell'armistizio, 8 settembre 1943, si trovava a Ronchi dei Legionari (Gorizia) dove venne sciolto.
Ricostituito a Istrana (Treviso), nel maggio 1956, in seno alla 51ª Aerobrigata C.O.T., lo Stormo si trasformò tre anni dopo (1959) nella "1ª Aerobrigata Intercettori "Teleguidati" quasi a simboleggiare l'avvento della nuova era dei missili telecomandati aperta dal progresso tecnico a completamento e a perfezionamento della difesa offerta dai tradizionali aerei pilotati. Attualmente la "1ª Aerobrigata" opera su due Gruppi: il 16° e il 17°, ed è schierata su varie sedi della regione Veneta.
Il suo distintivo, dalla originale forma ottagonale, presenta su sfondo nero un Arciere bianco che s'inarca nello sforzo di tendere l'arco nel quale e incoccata una freccia che sta per essere scagliata, e nello sfondo il motto: "Incocca, tende, scaglia", preso pari pari da una tragedia dannunziana. Il distintivo venne inizialmente collocato sulle fusoliere dei FIAT CR. 32.
Finita la seconda guerra mondiale il classico fregio con l'Arciere riapparve su di una striscia verde posta sulla sommità delle derive dei FIAT F. 86 K.
Oggi il glorioso stemma, sinonimo di caccia, è collocato sulle pinne stabilizzatrici dei missili terra-aria in dotazione alla 1ª Aerobrigata.

Stemma del 2° STORMO CACCIA RICOGNITORI

Stemma del 2° STORMO
CACCIA RICOGNITORI

2° STORMO CACCIA RICOGNITORI "Mario D'Agostini".

Il 2° Stormo Caccia nacque a Torino-Mirafiori il 25 dicembre 1925, articolato su tre Gruppi: il 7°, 8° ed il 23°.
Nuovo di costituzione, ma formato da squadriglie veterane che fino a quella data avevano operato in Gruppi autonomi, il 2° Stormo fu subito all'altezza delle grandi tradizioni della Caccia Italiana: a Mirafiori per anni diede spettacolo di ardimento e perfetta preparazione, tanto da essere mobilitato per l'Africa Settentrionale alle prime avvisaglie della guerra.
Il 2° Stormo attraverso la cessione dei suoi Gruppi, generò, o contribuì a formare nuovi Stormi Caccia: il 7° Gruppo, dislocato a Ciampino, doveva dare origine al "5° Stormo Tuffatori"; il 23° Gruppo venne ceduto al costituendo 3° Stormo.
I velivoli di cui venne dotato il Reparto inizialmente furono: FIAT CR. 1 e il "Nieuport Ni. 29", poi arrivarono i CR. 30, i Breda BA 65, CR 32. CR 42.
Nel 1940, all'inizio delle ostilità, dalla base di Tobruk (Aeroporto T. 2) lo Stormo iniziò la sua attività bellica, con ricognizioni, mitragliamenti, spezzonamenti, scorta bombardieri.
Impegnato in difficili compiti con materiali inadeguati all'ambiente, lo Stormo si esauri nell'impari lotta contro velivoli tecnicamente superiori e venne rimpatriato alla fine del 1940. Meritò la Medaglia d'Argento al Valore Militare.
Nell'estate del 1942, dotato di velivoli Macchi MC 200 i Reparti dello Stormo seguirono da presso le forze terrestri avanzanti verso El Alamein, per poi ripiegare, nell'autunno, sugli aeroporti della Tripolitania.
Rimpatriato nel 1943 venne impiegato in compiti di caccia su allarme e infine passo nella posizione di quadro". Ricostituito nel 1951 sull'aeroporto di Vicenza ebbe prima in dotazione i velivoli F-51 D Mustang, poi i DH 100 Varnpire.
Nel 1956, con la denominazione di "2ª Aerobrigata Intercettori Diurni" il Reparto ebbe l'incarico di costituire, per due anni consecutivi, la Pattuglia Acrobatica Italiana denominata I Lancieri Neri.
Dotata di velivoli F-86 E l'Aerobrigata si trasferi a Montichiari (Brescia) e poi a Cameri (Novara).
Attualmente il "2° Stormo Caccia Tattico Ricognitore Leggero" (C.T.R.L), e dotato di velivoli Fiat G-91 R, ed opera sul 14° e 103° Gruppo, ed ha sede a Treviso Sant'Angeio.
L'attuale distintivo dello Stormo trae origine da una poesia dedicata a Breus il "Cavalier dei Cavalieri", cosidefinito dal Pascoli.
Il lanciere nero, galoppante su di una nuvola bianca, con la lancia rivolta verso il basso, ed il motto: la spada ha sete e dove affonda beve, venne realizzato negli anni 43-44 durante laguerra di liberazione ed apparve sulle fusoliere degli aerei in dotazione all'8° Gruppo.
Alla ricostituzione del Reparto, dopo i fatti bellici, il distintivo venne alquanto modificato: fu aggiunto un sole nascente, per simboleggiare la rinascita, e la lancia fu disegnata diritta, pronta a colpire, ed il motto eliminato.
Il distintivo fregia oggi la deriva dei Fiat G-91 R
Entrambi gli stemmi dei due Gruppi di Volo che costituiscono ll 2° Stormo caccia-bombardiere ricognitore (C.B.R.) sono di origine postbellica e di recente definizione.
Un nibbio bianco con un gilet nero e con un cappellaccio alla brigante (sempre di colore nero), armato di trombone e inscritto in un cerchio di colore rosso e lo stemma del 14° Gruppo C.B.R.
La scritta in colore bianco 14° GRUPPO", posta lateralmente, completa lafigura. ll becco e la fascia sul cappello sono di coloregiallo.
Di più classiche origini lo stemma dell'altro Gruppo, il 103°, che sempre in un cerchio ma questa volta di colore giallo, porta il Davide biblico nell'atto di scagliare con la fionda una pietra.
Sovrapposto al Davide un arco teso con la freccia incoccata; da un lato del cerchio la scritta "103° GRUPPO C.B.R.- DAVIDE VELUT".

Stemma 3° STORMO RICOGNITORI TATTICI

Stemma del 3° STORMO
RICOGNITORI TATTICI

3° STORMO RICOGNITORI TATTICI "Giuseppe Gatta"

II primo Reparto con la denominazione di 3° Stormo Caccia" nacque sull'aeroporto di Bresso (Ml) nel 1931 e venne dotato di velivoli FIAT CR. 20.
Dopo un trasferimento temporaneo ne! 1933, lo Stormo venne definitivamente dislocato a Mirafiori nel 1936 e vi resto fino allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Nel 1940, dotato di velivolo CR. 42, operò nell'ltalia Settentrionale e nella Francia Occidentale. Per le azioni belliche nel cielo di Provenza ia bandiera del Reparto fu decorata di Medaglia d'Argento al Valore Militare.
Dopo essere rimasto per qualche anno nella posizione di quadro, venne ricostituito e dotato di velivoli Macchi MC 200, poi di MC 202, oltre che di FIAT G. 50. Operò nell'Africa Settentrionale e quando venne rimpatriato, nel marzo del 1943, si schierò in tempi successivi a Caselle Torinese, a Ciampino, e a Cerveteri dove fu sorpreso dall'armistizio dell'8 settembre 1943.
Nel luglio 1944, con aeroplani del tipo Baltimore ceduti dagli Stati Uniti, si iniziò a Campo Vesuvio presso Nola, la formazione di uno Stormo da bombardamento, che trasferitosi nel novembre dello stesso anno sul Campo di Biferno (presso Napoli), operò inquadrato nella "Balkan Air Force" costituita dalle Forze Aeree Inglesi. Per le brillanti azioni eseguite in tale ciclo operativo lo "Stormo Baltimore" meritò la Medaglia d'Argento al Valore Militare.
Cessate le ostilità, il Reparto si trasferi sull'Aeroporto dell'Urbe e poi a Palese (Bari). Nel settembre 1948, dotato di velivoli da caccia P-38 Lightning assunse la denominazione di 3° Stormo Caccia".
Nel 1950 ricevette i caccia F-51 Mustang.
Trasferito nel 1956 sull'aeroporto di Villafranca di Verona, e dotato di velivoli RF-84 F prese la denominazione di "3ª Aerobrigata da ricognizione". Il 1° settembre 1977, si trasforma nell'attuale 3° Stormo RT con il 28° e il 133° Gruppo, e viene dotato di velivoli RF.104G.
Dopo la bufera dell'8 settembre 1943, i pochi piloti che si ritrovarono sull'aeroporto di Campo Vesuvio, presso Napoli, per ricostituire lo "Stormo Caccia Baltimore", si accorsero di essere ben pochi e sempre gli stessi. L'allora Magg. Moci, nel constatare che a sgobbare e a fare la guerra erano sempre gli stessi ebbe a dire: "i soliti quattro gatti".
Era nato il distintivo ufficiale del Reparto.
E, i quattro gatti, con coda ritta in fila indiana a passeggio sul globo apparvero sulle fusoliere dei bimotori Baltimore, sui "Lightning P-38 e sugli F51 Mustang.
Finita la guerra il distintivo venne modificato: scomparvero il globo e il motto, e i quattro gatti due bianchi e due neri, simbolo della ricognizione notturna e diurna, vennero dipinti sullo sfondo di colore inverso.
La strega cattiva, noto personaggio di Walt Disney, a cavallo di una scopa e armata di macchina fotografica a soffietto fissata sulla scopa, e lo stemma del 28° Gruppo C.R.
Lo stemma inscritto in un cerchio reca la scritta ... MELIUS ESSE QUAM VIDERI...
. L'altro Gruppo, il 132°, porta quattro gatti neri a spasso sul mondo con la scritta SEMPRE I SOLITI...!.
Lo stemma trae origini dalla nostra prima Squadriglia di aerosiluranti, la 278ª, entrata in azione ad Alessandria nella notte del 15 agosto 1940.

4° STORMO CACCIA INTERCETTORI

Stemma del 4° STORMO
CACCIA INTERCETTORI

4° STORMO CACCIA INTERCETTORI "Amedeo d'Aosta"

Il 4° Stormo Caccia venne costituito con velivoli FIAT CR. 20 sull'aeroporto di Campoformido (Udine) nel giugno 1931: vi furono incorporate Squadriglie originariamente in organico al 1° Stormo, tra cui la 91°, già denominata "Squadriglia degli Assi" 1918, poiché di essa facevano parte i più famosi assi della Caccia Italiana, quali Baracca, Piccio, Ruffo di Calabria, Olivari e Ranza.
Trasferitosi sull'aeroporto di Gorizia nell'agosto 1931, vi rimase fino alle scoppio delle ostilità (1940), e venne dotato di velivoli FIAT CR. 32.
Dopo un breve ciclo di operazioni sul fronte occidentale e poi in Sicilia lo Stormo si trasferi in Africa settentrionale (Cirenaica) dove svolse intensa attività bellica con velivoli CR. 42.
Con velivoli Macchi MC. 200 operò nel 1941 ancora in Sicilia, in azioni contro Malta e nella scorta ai convogli.
Dall'aprile 1942, ricostituito su Macchi MC. 202 dopo le gravi perdite subite, svolse intensa attività sia in Sicilia che in Africa Settentrionale, combattendo duramente fino al dicembre dello stesso anno.
Ricevuti i velivoli Macchi MC 205, operò nell'estate del 1943 dalle basi della Sicilia e della Calabria nella disperata difesa contro l'avanzata angloamericana.
All'indomani dell'8 settembre, trasferitosi a Brindisi, iniziò subito un ciclo operativo a difesa delle isole ionie e dalmate, e poi nei Balcani in collaborazione con le forze anglo-americane.
Nel corso di tutta la guerra, dal giugno 1940 al maggio 1945, il 4° Stormo compì 42.330 ore di volo, di cui 23.900 per missioni belliche.
La sua bandiera e stata decorata di una Medaglia d'Oro e di una d'Argento al Valore Militare.
La massima ricompensa al valore fu meritata anche da 13 piloti dello Stormo.
Dopo la guerra, sull'aeroporto di Lecce, lo Stormo, insieme con il 5° e il 51° Gruppo, quale costituente del "Raggruppamento Caccia" rappresentò elemento fondamentale per la ricostruzione dell'Aeronautica Militare.
Dotato di velivoli P-38 Lightning" e poi di F. 51 Mustang si trasferi nel 1947 sull'aeroporto di Capodichino (Napoli) dove ricevette, nel 1951, gli aviogetti DH-100 Vampire.
Nel 1954 lo Stormo si trasformo in "4ª Aerobrigata" e venne dotato di velivoli F-86 E SABRE e fu trasferito a Pratica di Mare (Roma).
Nel 1957 costituì la Pattuglia Acrobatica del "Cavallino Rampante". Due anni dopo fu effettuato il graduale trasferimento dell'Aerobrigata sull'aeroporto di Grosseto dove ebbe inizio, nel 1963, la transizione sul velivolo bisonico F. 104 G.
Dal 1967 il Reparto ha ripreso la denominazione di "4° Stormo" ed opera con il 9° Gruppo. Il Reparto e equipaggiato oggi con l'Aeritalia Lockeed F104-S.
Il distintivo del "4° Stormo Caccia" il celeberrimo "Cavallino rampante" con il quale Francesco Baracca volle ricordare sulla fusoliera del proprio SPAD la sua provenienza dalla cavalleria, venne adottato dall'intero Reparto a ricordo del leggendario Eroe, affinché il suo nome rappresentato in volo dal cavallino rimanesse vivo nella memoriadegli italiani.
Oggi, il "cavallino bianco su sfondo nero" è circondato dalla corona ducale e dal nodo Savoia, in onore del "Duca d'Aosta" di cui lo Stormo porta il nome.
Lo stemma del 9° Gruppo si ispira al noto cavallino rampante di Francesco Baracca; infatti si tratta di un nero cavallino che scalpita impetuoso dentro una nuvola bianca.
Gli "F-104 S" del reparto portano comunque dipinto sulle derive lo stemma dello Stormo: cavallino bianco su fondo nero e la scritta "4° Stormo Caccia".

5° STORMO CACCIA BOMBARDIERI

Stemma del 5° STORMO
CACCIA BOMBARDIERI

5° STORMO CACCIA BOMBARDIERI "Giuseppe Cenni"

Con la costituzione del "5° Stormo Assalto" avvenuta il 1° gennaio 1934 sull'Aeroporto di Ciampino Sud, l'Aeronautica Italiana diede il riconoscimento ufficiale alla nuova specialità dell'Arma Aerea: "l'Assalto".
Il 5° Stormo d'Assalto ebbe inizialmente velivoli "AC. 3" e "CR. 20". Successivamente fu dotato di aeroplani progettati appositamente per la specialità, quali il "Breda 64", il "Breda 65", il "Breda 88".
Operò durante la prima fase della guerra con i gruppi separati. Nel 1941 furono costituiti, con velivoli Junkers JU. 87 (Stuka), i Gruppi denominati "Tuffatori" per le azioni di bombardamento in picchiata.
Dotato in tempi successivi di aeroplani CR. 42, e infine di Reggiane RE 2002, operò intensamente nel fronte greco-albanese, in Africa Settentrionale e nella guerra aeronavale.
Nel 1943 assunse nuovamente la denominazione di "Stormo d'Assalto" e dagli aeroporti della Puglia e della Calabria compi disperate azioni per contrastare lo sbarco degli anglo-americani in Sicilia. In quella tragica estate si immolarono molti suoi piloti, tra i quali due comandanti dello Stormo.
Dopo l'armistizio i Reparti del 5° continuarono ad operare nei Balcani con notevole successo, riscuotendo l'ammirazione dei cobelligeranti, con velivoli di vario tipo.
Per l'attività svolta nei 5 anni di guerra lo Stormo fu decorato di Medaglia d'Oro al V.M.
A Lecce, lo Stormo fu parte costitutiva del Raggruppamento Caccia, elemento fondamentale dell'Aeronautica Militare rinascente dalle rovine della guerra. Nel 1947 fu trasferito ad Orio al Serio (Bergamo) dove, esauriti i vecchi e gloriosi MC 205, ebbe assegnati velivoli stranieri residuati di guerra ("Mustang" e poi "Thunderlbolt"). Soltanto nel 1952 fu dotato di aviogetti FIAT F84-G, sulla base di Villafranca.
Nel 1953 lo Stormo ritorno alla denominazione di "Aerobrigata", e ricevette tre anni dopo, l'incarico di costituire la Pattuglia Acrobatica Nazionale: I Getti Tonanti. Nel 1964, gli F. 104 affiancarono nel servizio i Thunderstreak che rimpiazzarono completamente nel 1967, anno in cui il Reparto si trasformò nuovamente in "Stormo Caccia" su due Gruppi: il 101° eil 102°. Attualmente il reparto opera su velivolo "F. 104-S" sulla base di Rimini-Miramare(Forli).
Equipaggiato con velivoli Junkers Ju 87 il Reparto, aveva come stemma un papero bianco in picchiata che mira una barca nemica con una bomba rossa tra le zampe e bombette nere sotto le ali.
Ritornato 5° Stormo Assalto, alcuni velivoli Reggiane RE 2002 durante la guerra di Liberazione portarono sulla deriva la famosa "Cucaracha" della guerra di Spagna sormontata dalla scritta Ariete.
Dal 1947 lo Stormo si fregia dell'insegna comune a molti Reparti da Caccia (arco e freccia) nella figura di una Diana cacciatrice. Più peculiare era l'emblema del primitivo 5° Stormo d'Assalto: un gladio romano (arma corta) con ali, nel significato di Reparto aereo destinato all'attacco ravvicinato (a volo radente). Attualmente la "Diana cacciatrice" e dipinta sul timone degli F.104 S. Un Veltro nero (velocissimo cane da caccia) incrociato ad un Sidewinder di colore rosso dentro uno scudo giallo, rappresentano dal 1963 lo stemma del 23° Gruppo C.I.
La scritta in nero COME VELTRI CH'USCISSER Dl CATENA" e il numero del Gruppo in bianco bordato di nero, completano lo stemma.
Di più recente origine lo stemma dell'altro Gruppo, il 102° che in un triangolo nero con il vertice in alto ritrae un agguerrito papero pilota (con tanto di tuta blu e casco di volo bianco), armato di un nodoso randello.
La scritta 102° GRUPPO" alla base del triangolo e di colore bianco; mentre "mani", "becco" e "piedi" del papero sono di colore giallo.

6° STORMO CACCIA BOMBARDIERI

Stemma del 6° STORMO
CACCIA BOMBARDIERI

6° STORMO CACCIA BOMBARDIERI "Alfredo Fusco"

Il "6° Stormo Caccia" si costitui sull'Aeroporto di Campoformido (Udine) nel 1° maggio del 1936 con personale ceduto da tutti gli altri Stormi (1° , 2°, 3°, 4°, 5°) quasi a sintesi e come progenie continuatrice delle tradizioni gloriose della Caccia Italiana.
I due Gruppi componenti lo Stormo, dotati di velivoli FIAT CR. 32 ebbero sede inizialmente a Campoformido l'uno, a Gorizia l'altro. Nell'anno 1938 il Comando di Stormo si trasferì a Ravenna con un Gruppo, mentre l'altro Gruppo si baso a Rimini.B All'inizio dell'ostilità (1940,) i due Gruppi operarono separatamente in Sardegna e in Puglia. Nel settembre dello stesso anno un Gruppo (il 3°) diventò autonomo e lo Stormo si sciolse passando nella posizione di "quadro".
Nel dopoguerra (anno 1951) lo Stormo inizia la ricostituzione sull'aeroporto di Treviso, dotato di aeroplani F-51 "Mustang" e quindi si trasferisce a Ghedi (presso Brescia) che divenne la sua sede definitiva.
A Ghedi, nel 1953, lo Stormo si trasformò in "6ª" Aerobrigata" ricevendo in dotazione gli aviogetti F. 84-G.
Nel 1957-58 la Pattuglia Acrobatica dei "Diavoli Rossi rappresentativa dell'Aeronautica Militare Italiana, partecipò a importanti manifestazioni aeree all'estero (in Belgio, Olanda, e negli Stati Uniti) facendosi onore: si ricorda in particolare che fu proclamata, nell'esibizione in Olanda: "Prima Pattuglia Acrobatica del mondo occidentale".
Nel 1958, la "6ª Aerobrigata" passata su velivoli FIAT F. 84-F ritornò alla denominazione di "Stormo".
Oggi il Reparto opera con il 154° Gruppo, e sarà il primo Reparto Italiano a ricevere il modernissimo "Tornado (M.R.C.A.)".
Il 6° Stormo mantiene come distintivo il vecchio stemma del "Diavolo Rosso" un ghignante diavolo dall'aspetto feroce e dalle lunghe mani adunche, scelto quale simbolo di aggressività e spericolatezza che rappresenta, in chiave satirica, uno dei primi comandanti del Reparto l'allora col. D'Aurelio, ottima pasta d'uomo.
Apparso nel 1936 sulle fusoliere dei velivoli di tutte le squadriglie del 2° e 3° Gruppo, oggi, lo stemma e dipinto insieme ad una freccia rossa, sulla deriva dei velivoli "F. 104-G".
Il 154° Gruppo C.B. e il Gruppo Volo del 6° Stormo.
Costituito sull'aeroporto di Berat (Albania) il 5 novembre 1941 come reparto autonomo da caccia, il reparto adottava a quel tempo come distintivo una gallina bianca trafitta da una freccia rossa.
La gallina, con tanto di stivali neri speroni, portava la coccarda inglese al centro della quale c'era conficcata una freccia.
Dipinto in un cerchio di colore blu, lo stemma era posto sotto l'abitacolo dei FIAT G 50.
Attualmente lo stemma ha risentito dell'influenza del "diavolo rosso" dello Stormo di appartenenza.
Una figura intera di diavolo, naturalmente rosso, ad ali spiegate e con una bomba bianca fra le mani e l'attuale stemma del 154° Gruppo C.B.

8° STORMO  CACCIA BOMBARDIERI

Stemma del 8° STORMO
CACCIA BOMBARDIERI

8° STORMO CACCIA BOMBARDIERI "Gino Priolo"

Il 1° luglio 1926, sull'aeroporto di Ciampino (Roma) fu costituito un nuovo Reparto dell'Aeronautica Militare: "l'8° Stormo Caccia da Bombardamento Notturno". Operante su due Gruppi il 23° e l'86°, il nuovo Reparto venne dotato di bombardieri CA 73 e di idrovolanti del tipo M 24 e Cant 6.
Due anni dopo la sua costituzione lo Stormo aumentava l'organico con il 7° Gruppo Autonomo Caccia Terrestre montato su velivoli AC. 3.
Per la sua speciale formazione il Reparto assunse la denominazione di "Stormo Misto".
Nel 1929, ricevuti i CR. 20 e gli idrovolanti S. 55 partecipò, con questi ultimi, alla Crociera del Mediterraneo Orientale, al Comando del Generale Italo Balbo,e conquistò, sempre nello stesso anno, il 1° e 2° posto nella "Coppa de Pinedo".
Disciolto il 10 ottobre 1929 fu ricostituito a Ferrara il 1 giugno 1931 su due Gruppi: il 27° ed il 28° e fu equipaggiato con velivoli CA 73 e CA 74.
Nel 1935, l'8° Stormo" passato su Caproni CA 111, partecipò alle operazioni aeree in Africa Orientale; due anni dopo con velivoli SM. 79 Sparviero a quelle di Spagna.
Nel 2° conflitto mondiale prese parte ad operazioni sul fronte occidentale, sul Mediterraneo, su Malta e in Africa Settentrionale, meritando la concessione della Medaglia d'Argento alla bandiera.
Sciolto dopo gli avvenimenti dell'8 settembre, rimase in posizione di quadro fino al 14 settembre 1967, quando venne ricostituito con il 101° Gruppo su velivoli F. 84-F nella specialità "Caccia Bombardieri".
Attualmente l'8° Stormo è dotato di bireattori Fiat G-91 Y, ed opera sulla base di Cervia.
Lo Stormo all'atto della sua prima costituzione scelse come distintivo del Reparto, in ragione della speciale formazione dei suoi Gruppi uno marittimo e uno terrestre, un uomo alato con la coda di pesce colto nell'atto di lanciare una bomba con le mani: questo appunto per evidenziare la molteplicità dei ruoli a cui era destinato.
Il distintivo scomparve nel periodo della seconda guerra mondiale, per ricomparire poi negli anni 50 modificato nella forma attuale disegnato su fondo nero: l'uomo alato ha perso la coda di pesce, ma mantiene la bomba.
All'atto della sua ricostituzione gli F. 84 F del 101° Gruppo portavano sulla fusoliera, anteriormente al posto di pilotaggio, un fulmine rosso e il vecchio distintivo del reparto: una biscia blu trafitta dal fulmine.
I G. 91 Y che armano oggi il reparto portano ancora questo stemma sul muso insieme al distintivo dello Stormo applicato sui timone verticale.

9° STORMO CACCIA INTERCETTORI

Stemma del 9° STORMO
CACCIA INTERCETTORI

9° STORMO CACCIA INTERCETTORI "Francesco Baracca"

Il 9° Stormo Caccia" fu costituito a Ciampino (Roma) il 26 febbraio 1934, come "Stormo da Bombardamento Terrestre". Operante su due Gruppi: il 26° e il 19°, il Reparto venne equipaggiato con velivoli Caproni CA 74, CA 95, Breda CC. 20, FIAT CR. ASSO; l'anno successivo ricevette i trimotori Savoia Marchetti S 81, i Caproni CA 135 e gli S.79.
Nel 1935 partecipò alle operazioni in Africa Orientale, e durante il secondo conflitto mondiale combatte nei cieli del Mediterraneo, dell'Egitto e della Marmarica; nel corso di tali operazioni fu concessa la Medaglia d'Oro al Valore Militare alla bandiera del Reparto e alla memoria del Comandante dello Stormo e di tre Comandanti di Squadriglia caduti in combattimento.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, che segno la fine della Regia Aeronautica, il "9° Stormo da Bombardamento Terrestre" fu sciolto e non sarà più ricostituito come tale.
Rimasto in posizione di quadro venne ricostituito il 27 settembre 1967 come "9° Stormo Caccia Intercettori" con gli effettivi del 10° Gruppo.
E' appunto da questo Gruppo che ereditò il "Cavallino Rampante" di Francesco Baracca, questa volta nero in campo bianco, come l'originale.
Il 10° Gruppo, pur adottando lo stesso emblema del 9° Stormo", si fregia anche di una picca rossa, dipinta sulle prese d'aria dei velivoli in dotazione.
IL "9° Stormo" ha sede a Grazzanise ed opera sugli F. 104 S.

14° STORMO

Stemma del 14° STORMO

14° STORMO"

II nuovo 14° Stormo, ricostituito sulla base di Pratica di Mare il 1° giugno 1976, deriva dall'omonimo Stormo misto, nato sull'Aeroporto di Ferrara nel 1927.
Nel 1940, all'inizio delle ostilità, dalla base di El Alamein con velivoli S 81 prima, e successivamente con l'S 79, lo Stormo iniziò la sua attività bellica, con ricognizioni a vista fotografiche, mitragliamenti, bombardamenti terrestri e marittimi.
Provato da tanti giorni di continuo impiego, e e con aerei inefficienti, il "14° Stormo", si esauri nell'impari lotta contro velivoli tecnicamente superiori.
Questo ciclo di operazioni valsero alla bandiera dello Stormo la Medaglia d'Argento al Valore Militare.
Rimpatriato nel 1941 lo Stormo venne sciolto.
Ricostituito a Pratica di Mare nel 1976, il Reparto e oggi ordinato su due Gruppi: l'8° e il 71°.
I compiti affidatigli sono quelli legati alla calibrazione ed al controllo delle radio-assistenze civili e militari e all'addestramento alla guerra elettronica.
Il 14° Stormo" e il Reparto che ha il distintivo più nuovo: si tratta di due aquile, una bianca e una nera, da sempre emblema dei piloti e di un atomo circondato dai suoi elettroni, per evidenziare il ruolo assolto da uno dei suoi Gruppi di Volo: le contromisure elettroniche.
Un cavaliere in armatura medioevale con tanto di scudo e lancia che galoppa su di un cavallo bianco sopra le nuvole e lo stemma dell'8° Gruppo S.E.
Il distintivo, suggerito dal S. Ten. Fulvio Andrei della 93° Squadriglia, si differenzia per pochissimi dettagli da quello creato dai piloti del Gruppo nel periodo gennaio-maggio 1944 sull'aeroporto di Capoterra (Sardegna), durante la guerra di liberazione.
Lo stemma dell'altro Gruppo, il 71° G.E., rappresenta il Perseo di Benvenuto Cellini dopo la mitica impresa della decapitazione di Medusa, la Gorgona che pietrificava chiunque incontrasse il suo sguardo.
L'eroe della mitologia greca, e quì rappresentato con petaso (antica forma di copricapo a falda) e calzari alati che gli hanno permesso di portare a termine l'ardua impresa.
L'allusione tra "sguardi pietrificatori e raggi distruttori" di una guerra elettronica e fin troppo evidente in questo bello ed incisivo stemma. La figura, racchiusa in uno scudo di colore nero, si completa della scritta in bianco 71°.

15° STORMO S.A.R. Stefano Cagna

Stemma del 15° STORMO S.A.R.

15° STORMO S.A.R. "Stefano Cagna"

Il 15° Stormo deriva dall'omonimo "Reparto da Bombardamento Diurno", costituito a Ciampino il 1 giugno 1931 e poi trasformato in "Reparto Caccia".
Come tale, partecipò alle operazioni in Africa Orientale, e poi a quelle del 2° conflitto mondiale, in Africa Settentrionale e sul fronte italiano: ad uno specialista caduto venne conferita la Medaglia d'Oro alla memoria e alla bandiera dello Stormo la Medaglia d'Argento al Valore Militare.
Sciolto l'8 settembre 1943, venne ricostituito il 1° ottobre 1967 sull'aeroporto di Ciampino con la sigla S.A.R. (Search and Rescue) ricerca e soccorso.
Oggi, lo Stormo e uno dei Reparti più efficienti dello scacchiere europeo ed i suoi aerei sono sempre in allarme pronti a partire per prestare la loro opera unnanitaria dove e necessaria.
Il 15° Stormo, è articolato su due gruppi di volo: l'84° e l'85°, ed opera su elicotteri HH-3F e AB-204 B, e su velivoli P166 e S 208-M.
Il Reparto e inquadrato nell'organizzazione europea del soccorso aereo, gestito in collaborazione dalle varie aeronautiche militari europee affiliate.
Con l'organizzazione a livello internazionale del servizio di soccorso, lo Stormo ebbe come distintivo l'ltalia e il Mediterraneo (ad indicare che il compito del Reparto non conosce confini di impiego, in qualsiasi momento): lo stemma al centro, formato da due ali, un salvagente, una corda, un'ancora e una piccozza, dimostra l'uso terrestre e marittimo dei mezzi in dotazione.
Gli stemmi del 84° e 85° riprendono motivi connessi all'attività di salvataggioe di recupero.

30° STORMO ANTISOMMERGIBILI

Stemma del 30° STORMO
ANTISOMMERGIBILI

30° STORMO ANTISOMMERGIBILI "Valerio Scarabellotto"

Ricostituito nel 1973, il "30°" Stormo trae origini dal 30° Stormo da Bombardamento Marittimo formato il 1° giugno 1931 sull'Aeroporto di Puntisella (Fasana d'Istria).
Nel 1936 il 30° Stormo", dotato di velivoli S. 81, fu trasferito sull'aeroporto di Poggio Renatico, quindi sull'aeroporto di Forli dove, ricevuti i velivoli da bombardamento S. 79 divenne "Reparto da Bombardamento terrestre".
IL 30° Stormo e legato al 41° , dalla Specialit Antisom. I due Reparti sono dotati di velivoli Breguet 1150 Atlantic ed hanno il compito di garantire la neutralizzazione delle acque territoriali da minacce nemiche.
All'inizio del secondo conflitto mondiale il 30° Stormo si trasferi sull'aeroporto di Sciacca, dove effettuo ricognizioni offensive, scorte a convogli e bombardamenti su Malta, Tunisi e Biserta.
La Medaglia d'Argento al Valore MiIftare concessa alla bandiera testimonia l'alto valore dimostrato dal Reparto su quel fronte.
A seguito degli avvenimenti dell'8 settembre lo Stormo fu sciolto, e sar ricostituito come "Stormo Antisommergibili" il 1° gennaio 1973 sulla base di Cagliari-Elmas.
IL distintivo dello Stormo risale ai primi anni della sua costituzione (1931). Ad esso venne affidato il ruolo del bombardamento marittimo. Fu cosi che si pensò di disegnare un'aquila che ghermisce un pescecane. Il motto, "Ovunque inflessibilmente", venne poi eliminato con la sua ricostituzione nel dopoguerra.
Sullo sfondo del distintivo si intravede la Sardegna ove ha sede lo Stormo.
Lo stemma dell'860° Gruppo A.S. dell'lspettorato Aviazione per la Marina, e di recente definizione. Dentro un cerchio di colore blu e rappresentata la Sardegna ed uno strano pescatore che tiene un pesce per la coda.
Lo stemma, disegnato con lo stile di un noto fumettista italiano, ritrae un agguerrito pescatore armato di coltellaccio fra i denti che, dentro una piccola barca posizionata sopra la parte sud della Sardegna cerca di tenere un sottomarino" che tenta di fuggire.
La scritta in nero 86° GRUPPO A.S. completa l'allegorico stemma.

Stemma del 31° STORMO Carmelo Raiti

Stemma del 31° STORMO

31° STORMO "Carmelo Raiti"

Il "31 Stormo" trae origini dal "Reparto Sperimentale Bombardamento Marittimo" costituito a Orbetello (Grosseto) il 1° ottobre 1933, con gli aerei e gli equipaggi che avevano partecipato alla 2ª Crociera Atlantica.
Costituito su due Gruppi: il 93° e il 94° venne inizialmente equipaggiato con idrovolanti SIAI Marchetti S-55 ed S 62.
Ricevuti, nel 1939, i monomotori CANT Z 501 il Reparto si trasferi sull'idroscalo di "Cagliari-Elmas". Durante il primo periodo del secondo conflitto mondiale operò intensamente sulle coste della Tunisia, dell'Algeria e sul Mediterraneo Occidentale, effettuando ricognizioni offensive e voli di scorta.
Il 5 novembre 1940, passo in posizione di quadro, mentre il 93° continuo ad operare in Sardegna.
Lo scioglimento del 31° Stormo si rese necessario per la scarsa possibilità operativa degli aerei in dotazione.
Nel 1960, venne trasformato in Centro Elicotteri e poi in Stormo Elicotteri.
Ricostituito, nel 1965, su due Gruppi con fisionomia totalmente diversa il Reparto e oggi dotato di velivoli DC 9, PD 808 e di elicotteri AB-47, AB-204, SH 3D-TS e svolge molteplici compiti peculiari dell'impiego dell'ala rotante; osservazione fotografica aerea, trasporto personale o materiale, collegamento rilevamenti topografici, servizi di ricerca, collaborazione con il Soccorso Aereo, trasporto di personalità e membri di Governo(V.I.P.).
Lo Stormo ha sede sull'Aeroporto di Ciampino.
All'atto della sua costituzione, nel 1965, adotto come insegna del Reparto la macchina rotante di Leonardo da Vinci, antesignana del moderno elicottero.
Oggi, dopo aver inglobato il Reparto Volo Stato Maggiore, una polena a testa d'aquila con un rostro avvolto da due ali spiegate e la costellazione dell'Orsa Maggiore e il nuovo stemma del 31° Stormo.
Di recente costituzione il 93° Gruppo porta raffigurata nel suo stemma una vista frontale di un Agusta Sikorsky SH-3D-TS che costituisce l'equipaggiamento tipo di questo reparto.
Fasce di colore giallo, rosso, celeste, bianco, verde e blu che partono da sotto l'elicottero e la scritta 93° Gruppo completano il moderno stemma.
Lo stemma del 306° Gr. R.V.S.M., l'altro Gruppo di volo del 31° St., riprende appieno il vecchio distintivo del Reparto.
Unica differenza la sostituzione della scritta R.V.S.M. con quella "306°", sempre posizionata sulla parte sinistra dello stemma e parallela al bordo dello stesso che adesso e di forma triangolare con il vertice rivolto verso il basso.

Stemma del 32° STORMO CACCIA BOMBARDIERI

Stemma del 32° STORMO
CACCIA BOMBARDIERI

32° STORMO CACCIA BOMBARDIERI "Armando Boetto"

Il 32° Stormo" venne costituito a Elmas (Cagliari) il 1° dicembre 1936 come Reparto da Bombardamento su due Gruppi: il 38° e l'89°, ebbe in dotazione i velivoli S. 81, sostituiti 2 anni dopo con i SAVOIA MARCHETTI S. 79.
Durante il conflitto mondiale prese parte alle operazioni aeree del Mediterraneo Occidentale e successivamente, passato nella specialità aerosiluranti sugli SM S. 84, operò nel Mediterraneo Centrale.
L'eroismo dimostrato durante questo ciclo di operazioni valsero alla Bandiera dello Stormo la Medaglia d'Argento al Valore Militare.
Il 27 gennaio 1943 il Reparto passo in posizione di quadro, mentre i suoi due Gruppi continuarono ad operare autonomamente.
Ritornato operativo nel 1967, con un solo gruppo di volo il 13, fu dotato di velivoli F. 51-D Mustang, per passare successivamente ai DH-100 "Vampire" e agli "F 86 Sabre M.K.IV" e poi ai Fiat G-91. Oggi il Reparto ha sede sull'aeroporto di Brindisi-Casale ed opera con velivoli Fiat G-91 Y.
All'atto della sua costituzione, avvenuta nel 1936, il distintivo del Reparto rappresentava una formica nell'atto di lanciare una bomba. L'emblema attuale con l'aquila scura con gli artigli protesi verso il basso pronta a colpire la preda, e di origine postbellica, ed e posto sulla deriva dei G. 91 Y.
L'attuale stemma del 13° Gruppo C.B., il gruppo volo del 32° Stormo è di recente definizione e unisce due differenti rappresentazioni: la prima di tipo classico (un'aquila nera in picchiata) e la seconda più moderna è l'aquila che lancia dei "pugni protonici", alla moda degli attuali personaggi dei cartoni animati, che colpiscono l'obiettivo con una enorme e coloratissima esplosione.
La scritta in verde "13° GRUPPO" completa lo stemma che e di forma circolare. Anticamente lo stemma del 13° Gruppo C.T. era il famoso Don Chisciotte che a testa sotto e lancia in resta (senza il suo Ronzinante che non compariva ma poteva essere interpretato nel velivolo), partiva per abbattere in nome di Dulcinea ogni forza malefica.

Stemma del 36° STORMO CACCIA

Stemma del 36° STORMO
CACCIA

36° STORMO CACCIA "Riccardo Seidi"

Il 36° Stormo" venne costituito sull'Aeroporto di Borgo Panigale di Bologna, il 1 febbraio 1938 come "Reparto da Bombardamento Terrestre" su velivoli S. 81, e come tale partecipò nella seconda guerra mondiale alle operazioni belliche su Malta, sulla Tunisia e nel Mediterraneo, guadagnandosi la prima Medaglia d'Argento al Valore Militare.
Trasformato poi in "Stormo Aerosiluranti" sugli SM S.84 prese parte alle battaglie navali degli anni 41-42. Durante tali operazioni, caddero eroicamente due Comandanti di Stormo, due Comandanti di Gruppo, tre Comandanti di Squadriglia.
Otto dei suoi Piloti vennero decorati di Medaglia d'Oro, e alla bandiera del Reparto vennero conferite la Medaglia d'Oro e la Medaglia d'Argento al Valore Militare.
La storia di fulgido eroismo descritta dal 36° Stormo è una delle più gloriose fra le tante della nostra Aeronautica. Rientrato a Pisa nel 1942 lo Stormo ricevette i Savoia Marchetti S. 79 e fu trasferito sull'Aeroporto di Decimomannu, e da questa base operò soprattutto nel bombardamento notturno.
Dopo l'armistizio il Reparto continuo ad operare come "Stormo Notturno" su veivoli S. 82 e CANT Z-1007, poi come "Stormo Trasporti" in seguito divenne "36ª Aerobrigata Interdizione Strategica" e fu armata di missili balistici a medio-raggio "Crysler SH78A JUPITER".
Disciolta nel 1963 e stata ricostituita nel 1966 come "Stormo Caccia Intercettori" a Gioia del Colle (Bari) su due Gruppi: il 12° e il 156°. Lo Stormo e oggi dotato di aviogetti supersonici FIAT Lockheed F. 104 S.
In omaggio alla città che lo ospitava il "36° Stormo Bombardamento" all'atto della sua costituzione volle fregiare il proprio distintivo con le due famose torri (del capoluogo emiliano) affioranti dalle acque ed aventi sembianze umane alle loro sommità. Ogni torre aveva due braccia che sostenevano due bombe aeree, ai piedi delle stesse 2 barchette di carta, una delle quali in fase di affondamento ed il motto "ALA ALTUS ALERE" e sulle due torri, in verticale, le lettere SOC e la cifra 1.000.
Nel 1940, divenuto "Stormo Aerosiluranti", il 36°, adotto un nuovo distintivo: un'aquila a cavallo su di un siluro inserito in un cerchio con il motto "CON L'ALA TESA A GLORIA 0 MORTE".
Passato poi nel dopoguerra attraverso diversi cambiamenti di ruolo e ristrutturazione, dal 1968 lo Stormo ha ripreso il vecchio distintivo degli aerosiluranti con qualche modifica, l'aquila viene dipinta in campo blu, ed il siluro sostituito da due saette, una verde e una gialla, che rappresentano i due ruoli svolti dallo Stormo: intercettazione e attacco, lo stemma e completato dal motto "CON L'ALA TESA A GLORIA 0 MORTE".
Un cavallino rampante nero sovrapposto ad un arco teso con la freccia incoccata (entrambi di colore rosso), rappresentano il nuovo stemma del 12° Gruppo C.l. (Caccia intercettori).
L'altro Gruppo Volo del 36° Stormo, il 156° C.B., è rappresentato da un bellissimo muso di Lince che con il naso arricciato e le zanne in bella mostra non lascia dubbi sulle sue poco rassicuranti intenzioni.
La scritta in rosso 156° ed in nero "GRUPPO CACCIA BOMBARDIERI" completano lo stemma.

Stemma del 37° STORMO

37° STORMO ""

Addestramento F 16.

Stemma del 41° STORMO ANTISOMMERGIBILI

Stemma del 41° STORMO
ANTISOMMERGIBILI

41° STORMO ANTISOMMERGIBILI "Athos Ammanato"

Il "41° Stormo" fu costituito a Reggio Emilia il 1 luglio 1939, come Reparto da Bombardamento Terrestre, e venne articolato su due Gruppi: il 59° e 60°.
Inizialmente armato con bimotori FIAT BR 20 passava, due mesi dopo, sui trimotori S. 79.
All'inizio dell'ostilità, nel 1940, il Reparto operòo su Malta e in Africa Settentrionale, dando inizio ad una lunga e massacrante attività, impegnato sempre in combattimenti aerei contro un nemico sempre più soverchiante.
Rimpatriato in Italia per riorganizzarsi, nel 1941, sull'aeroporto di Aviano (Udine) ricevette i nuovi aerei CA 313, e in tempi successivi CR. 42, Macchi MC 200 e poi Reggiane Re 2001.
Nel 1942, trasformato in "Reparto Caccia Intercettori", venne adibito alla difesa aerea dell'ltalia Settentrionale e Centrale.
Due suoi piloti, caduti in combattimento, sono stati decorati di Medaglia d'Oro alla memoria e la bandiera del Reparto di Medaglia d'Argento al Valore Militare.
L'armistizio dell'8 settembre 1943 colse lo Stormo a Venegono ove fu sciolto.
Ricostituito sulla Base di Catania Fontanarossa, nel 1965, con l'87° e 88° Gruppo" come "Reparto Antisom" venne equipaggiato inizialmente con velivoli antisommergibili Grumman S-2A, sostituiti nel 1972, con i più moderni Breguet 1150 Atlantic.
Attualmente lo Stormo e basato sull'aeroporto di Catania-Sigonella con l'88° gruppo.
Sulla deriva degli aerei in dotazione al "41° Stormo" e dipinta un'aquila che a volo radente sul mare, scaglia tre fulmini di colore rosso verso una pinna nera che affiora dall'acqua (che rappresenta un sommergibile). Lo stemma vuole evidenziare il compito dell'arma aerea protesa a sventare l'insidia subacquea.
Un'aquila di colore giallo nell'atto di lanciarsi sulla preda e lo stemma dell'88° Gruppo A.S. dell'lspettorato Aviazione per la Marina.
L'aquila sovrapposta all'Europa con evidenziato il mare Mediterraneo sta ad indicare il teatro operativo del Gruppo.
Inscritti in un cerchio, lo stemma e completato dalla scritta in nero "88° GRUPPO ATLANTIC".

Stemma della 46ª AEROBRIGATA TRASPORTO MEDI

Stemma della 46ª
AEROBRIGATA TRASPORTO
MEDI

46ª AEROBRIGATA TRASPORTO MEDI

La "46ª Aerobrigata Trasporti Medi trae origini dallo Stormo Trasporti costituito a Lecce nel 1944 per sopperire alle molteplici pressanti necessità di trasporto nello sconvolto territorio della penisola. Lo Stormo svolse anche compiti operativi nei Balcani e merito per questo una Croce di Guerra al Valore Militare.
Inizialmente fu dotato di velivoli SIAI S. 79 e di S. 84 adattati per le esigenze, e di trimotori civili FIAT G. 12.
Alla fine del 1944 lo Stormo si trasferì sull'aeroporto di Centocelle (Roma). Assunta la denominazione di 46° Stormo", ricevette, nel 1949, aeroplani da collegamento (trasporto leggero) del tipo Beecraft C. 45 e venne successivamente dislocato a Pisa.
Nel 1953, dotato di veri e propri velivoli da trasporto, Fairchild C-119 (Vagoni Volanti), il Reparto assunse la denominazione di "46ª Aerobrigata Trasporti Medi.
In tale veste ha svolto e svolge una intensa attività sia in territorio nazionale che in voli internazionaii, svolgendo anche importanti incarichi per conto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
L'Aerobrigata, nel corso delle sue attività di pace, ha perso 21 uomini, tra cui tredici trucidati a Kindu, durante una missione umanitaria a favore del Congo.
La Bandiera del Reparto e decorata di Medaglia d'oro al valore.
Attualmente il Reparto, costituito da tre Gruppi il 2°, il 50° e il 98° ed è dotato di velivoli turboelica LOCKHEED C-130 e di FIAT G-222 ed opera sull'aeroporto di S. Giusto Pisa.
Durante la guerra di Liberazione venne realizzato il nuovo ed attuale scudetto dello Stormo: la costellazione della LIRA e la testa di LUPO separati da una banda trasversale con il numero del Reparto.
LIRA e LUPO erano i nominativi radio assegnati ai due Gruppi del Reparto.
Lo stemma vuole dimostrare l'abitudine degli aerei e dei piloti ad effettuare lunghe missioni, sia di notte che di giorno.
Gli stemmi del 2°, 50° e 98° Gruppo T.M. che costituiscono la 46ª A.T.M. non hanno nulla a che vedere con i vecchi e gloriosi stemmi usati dai reparti.
IL pulcino del 2° Gruppo C.T. che pigolava allegro e procedeva a passo fiero con il fucile mitragliatore sotto l'ala e stato sostituito da un modernissimo stemma dove, su una base rotonda trovano posto quattro stelle rosse.
Le stelle, di cui una a cinque punte, una a quattro e due a tre, sono dipinte su un fondo di colore blu racchiuso a sua volta da una fascia di colore rosso dove e riportata in bianco la scritta "2° GRUPPO". Dentro un cerchio di colore blu, un nero pennuto dal becco giallo rappresenta oggi lo stemma del 50° Gruppo T.M.
Insieme al non meglio identificato pennuto, una rosa dei venti di colore giallo e la scritta in colore bianco 50° GRUPPO" completano lo stemma. Durante la seconda guerra mondiale il reparto, 50° Gruppo B.T., era rappresentato dalla serie completa degli assi: picche, fiori, cuori e quadri racchiusi in un cerchio di colore blu; gli stessi quattro assi che adornavano i bombardieri della Comina (quelli con i quali volava Gabriele D'Annunzio) nel lontano 1917.
Lo stemma del 98° Gruppo T.M. e rappresentato invece dalla testa di un ferocissimo lupo che digrigna i denti.
La figura inscritta in un cerchio di colore verde e contornata da una stretta fascia bianca dentro la quale e scritta in nero "FERO... SED SEMPER LUPUS" e 98° GRUPPO.

Stemma del 51° STORMO CACCIA

Stemma del 51° STORMO
CACCIA

51° STORMO CACCIA "Ferruccio Serafini"

Il 51° Stormo Caccia fu costituito sull'aeroporto di Ciampino Sud (Roma) il 1 ottobre 1939 su due Gruppi di volo: il 20° ed il 21°, e venne dotato di velivoli FIAT C.R.32 che furono poi affiancati dai FIAT G.50.
Durante la guerra del 1940-45 lo Stormo, dotato di velivoli Macchi MC. 200, come Reparto organico al completo svolse intensa attività in Sicilia, e fu presente su tutti i fronti: Inghilterra, Malta, Africa Settentrionale, in Russiae in Tunisia.
Nella primavera del 1943 venne dislocato in Sardegna dove comincio a ricevere i nuovi Macchi MC. 205.
Combatte eroicamente e disperatamente le battaglie fino all'armistizio dell'8 settembre 1943.
L'alto riconoscimento di una Medaglia d'Oro al V. M. alla Bandiera e una d'Argento, costituiscono oggi per lo Stormo motivo di giusto orgoglio che esalta lo spirito del personale e contribuisce a mantenere vive le tradizioni legate a nomi e vicende indimenticabili.
Dislocato a Treviso nel 1947, ricevette nel 1951 i velivoli americani P-47 Thunderbolt in sostituzione dei vecchi Spitfire assegnati al Reparto nel 1944.
Dotato di aviogetti F.84-G nel 1953, fu trasformato in "Aerobrigata" prendendo stanza sulla base di Istrana, e come tale nel 1956 ebbe l'incarico di costituire ia Pattuglia Acrobatica Nazionale "Le Tigri Bianche".
Nel 1959 assunse la caratteristica di Reparto Caccia Ogni-Tempo e venne dotato di velivoli F.86-K e successivamentedi F.104-G.
Il 51° è oggi composto da due gruppi il 155° e il 22° ed opera su F.104-S.
Lo stemma del 51° Stormo ricorda una importante fase della evoluzione aerea: verso il 1937 una grande polemica interesso gli aviatori di tutto il mondo. C'era chi sosteneva che gli aeroplani da bombardamento fossero ormai padroni del cielo data la loro velocità, e chi invece replicava che la caccia poteva intercettarli ed abbatterli. Si ricorse percio ad una dimostrazione pratica: i trimotori S.-79, del farnoso Stormo dei "Sorci Verdi", simularono un attacco su Roma, la cui difesa venne affidata a Reparti caccia dotati di FIAT CR.32 notoriamente meno veloci dei bombardieri. L'insuccesso della difesa, scontato in partenza, inorgogli i piloti dei bombardieri, mentre lasciò nei cacciatori la speranza di dimostrare le proprie possibilità qualora fossero stati dotati di aerei più adeguati. Infatti, nell'esercitazione successiva i risultati cambiarono, e questa volta i convinti assertori della caccia ebbero la meglio.
Il tutto era cambiato così rapidamente perchè da Ciampino si era levata su allarme una formazione del 51° Stormo per la storia la "351ª Squadra che valendosi delle più brillanti caratteristiche del nuovo caccia monoplano FIAT G.50, attacco con tale decisione e perizia i bombardieri da costringerli ad invertire la rotta.
I "Sorci Verdi" avevano trovato il loro Gatto. Ed un pilota, l'allora Sottotenente Sant'Andrea, immortalo l'avvenimento dipingendo sulla fusoliera del suo G.50 il fatidico distintivo che da allora costituisce lo scudetto nobiliare del 51° Stormo".
Dopo essere stato sulle fusoliere dei caccia G.50, dei Macchi 200, 202 e 205, sullo Spitfire IX, sul F.84-F, ed infine sull'ultimo caccia ad elica P.47, il Gatto Nero e ora sul timone verticale degli F.104-S in dotazione al Reparto. Il 51° è oggi composto da due gruppi: il 155° e il 22°.
Il 155° Gruppo C.B. e rappresentato oggi da una testa di pantera nera, dipinta su un fondo di colore blu, che tra zanne e sguardo non lascia dubbi riguardo la sua aggressività. Lo stemma completato con la scritta in giallo 155° C.B.
L'insegna del 22° Gr. nasce nell'estate del 1941 durante il conflitto con la Russia.
Pare che nel primo scontro sostenuto dai piloti del 22 Gr. (ancora senza insegna araldica) e quelli sovietici, i nostri riuscirono ad abbattere 6 velivoli nemici senza nessuna perdita.
Per alcuni giorni da quel 27 agosto, l'Aeronautica Sovietica non invio alcun aeroplano; tanto che i nostri piloti pensarono di aver spaventato gli "uccellacci sovietici".
Da queste due parole nacque spontaneamente lo stemma dello spaventapasseri (lo spauracchio), dipinto dentro un triangolo bianco come quello della Cucaracha con marsina rattoppata, un cilindro sfondato, cravattino e panciotto.
Gli misero in bocca una bella pipa, e nel fumo grigio-bluastro che usciva dipinsero sei stelle rosse a rappresentare gli aeroplani abbattuti quel 27 Agosto 1941.
Da allora lo stemma e rimasto invariato e gli F 104-S che armano oggi il reparto se ne fregiano con lo stesso contorno rosso che era tipico dello stemma di stoffa portato dai piloti sulla tuta di volo.

Stemma del 53° STORMO CACCIA INTERCETTORI

Stemma della 53° STORMO
CACCIA INTERCETTORI

53° STORMO CACCIA INTERCETTORI "Guglielmo Chierini"

Costituito il 16 maggio sull'Aeroporto di Mirafiori (Torino) Il "53° Stormo Caccia Terrestre" fu ordinato su due Gruppi: il 150° e il 151°.
Ricevuti i velivoli FIAT CR.32 costituì la Pattuglia Acrobatica Nazionale che si esibi con grande successo nell'America Latina.
Allo scoppio delle ostilità, nel 1940, fu uno dei primi Reparti aerei ad essere impiegato sul fronte occidentale nelle operazioni contro la Francia, e in questa occasione lo Stormo meritò la prima medaglia d'Argento al valore Militare.
Successivamente operò in Albania, in Africa Settentrionale e nel Mediterraneo, in questo ciclo di operazioni la Bandiera del 53° Stormo venne insignita di una seconda medaglia d'Argento al Valore Militare, mentre a due suoi eroici Caduti venne conferita la Medaglia d'Oro alla memoria.
Ritornato in Italia, nel 1942, a Torino Caselle il 53° Stormo venne equipaggiato con velivoli FIAT G.50 e Macchi MC.200.
Dopo essersi ricostituito, divenne subito operativo partecipando alla difesa della Sicilia ed alle ultime operazioni contro Malta.
L'8 settembre colse il 53° Stormo impegnato nella difesa di Torino e di Milano. In conseguenza dell'armistizio il Reparto fu sciolto. Ricostituito 11 1 aprile 1967 sulla base di Cameri-Veveri (Novara) con distaccamento, a rotazione, a Trapani-Birgi; il Reparto opera attualmente su velivoli F.104-S.
Il distintivo attuale del 53° Stormo, l'Asso di Spada, e stato ripreso dal vecchio distintivo del 151° che aveva adottato un'emblema simile verso la fine della guerra.
Dipinto a quell'epoca sulle fusoliere dei caccia del 151° Gruppo, e ancora oggi sulla deriva degli F.104-S.
Lo stemma del 21° Gr. C.I. si ispira al vecchio stemma del 54° St. C.T.: una feroce tigre nell'atto di lanciarsi sulla preda unghioni, zanne e sguardo riprendono appieno il vecchio stemma.
Dipinta dentro un cerchio di colore celeste, dal quale sembra uscire pronta a colpire, la tigre e oggi rappresentata in maniera molto stilizzata.
All'esterno del disco, una sottile fascia di colore giallo con la scritta in nero 21° GRUPPO nella parte superiore e "AD HOSTES RUGENS" in quella inferiore completano lo stemma.
Tale stemma permette al Gruppo di partecipare al "Tiger Meet", l'annuale esercitazione dei reparti NATO.

Stemma del 20° GRUPPO ADDESTRAMENTO OPERATIVO

Stemma del 20° GRUPPO
ADDESTRAMENTO OPERATIVO

20° GRUPPO ADDESTRAMENTO OPERATIVO

Il 20° Gruppo, già appartenente al 52° e poi al "51° Stormo Caccia", ha un brillante passato di guerra, nel corso del quale cinque suoi eroici caduti meritarono la medaglia d'Argento al Valore Militare alla memoria, e la Bandiera del 20° Gruppo fu decorata di una medaglia d'oro e di una d'argento al Valore Militare.
Nel 1940, allo scoppio delle ostilità, il Reparto operò sul fronte della Manica; poi equipaggtato con velivoli FIAT G.50 e MACCHI MC.202 sarà impegnato in operazioni a Malta.
Trasferito in Sardegna, nel 1943, il 20° Gruppo ricever in dotazione i primi MC.205, ed effettuer azioni a lungo raggio sul Mediterraneo centrale per contrastare lo sbarco alleato degli americani in Italia.
Nella seconda fase della guerra, il 20° Gruppo, sarà a fianco degli alleati sul fronte albanese e jugoslavo.
L'armistizio dell'8 settembre 1943, coglie il 20° Gruppo diviso tra Ciampino e Foligno.
Sciolto nel 1955 sarà ricostituito nel 1965, con il compito di qualificare i piloti e gli specialisti destinati ai Reparti dotati di aviogetti supersonici.
Lo Stormo è tuttora adibito a questa importantissima attività, nella quale ha acquisito una competenza e una esperienza tecnica di eccezione.
Il 20° Gruppo opera sulla base di Grosseto, ed è attualmente equipaggiato di velivoli TF.104-G. ed F.104-G.
Il 20° Gruppo, originariamente aveva come distintivo il gatto nero, poiché apparteneva al 51° Stormo: ma nel 1944 una delle sue Squadriglie, la 360ª dipinse sul muso dello Spitfire allora in dotazione, un leone tratto dal nominativo Radio che era, ed e ancora, Leo.
Ricostituito nel 1965 come Gruppo Autonomo sull'aeroporto di Grosseto, il 20° Gruppo riprese il distintivo del leone, lo mise in campo azzurro e vi pose il motto "UNUS SED LEO", per ricordare il difficile impegno avuto nella guerra di Liberazione.

Stemma del REPARTO SPERIMENTALE VOLO

Stemma del REPARTO
SPERIMENTALE VOLO

REPARTO SPERIMENTALE VOLO

Il "Reparto Sperimentale di Volo", con sede sull'aeroporto di Pratica di Mare, le cui origini risalgono agli albori della nascita dell'Aviazione italiana, ha il compito importante di provare in volo gli aeromobili prototipi, acquisiti e non dall'Aeronautica Militare, valutarne e controllarne tutte le caratteristiche e i dati di volo.
Con l'abilità e la decisione del suo scelto personale di piloti e tecnici, mantiene viva la gloriosa tradizione di alta capacità che fu propria del Reparto quando aveva sede a Guidonia, ove fu costituito il 20 ottobre 1949, e costituiva il campo di applicazione delle attività tecnico-scientifiche della Direzione Superiore Studi ed Esperienze dell'Aeronautica Militare.
Il Reparto è strutturato su un Gruppo di Volo, il 311°, ed una Direzione Tecnica.
Lo Stormo fregia le sue macchine di un nero e argenteo Icaro alato in campo azzurro con tre stelle.
Ideato nel 1960 dall'allora S. Ten. G.a.r.a.t. P. Ciarlo e approvato da tutto il Reparto, lo stemma era completato dal motto "INC PER AETHRAM ALAM TEMPTAT ICARI PROGENIES", sostituito successivamente dalla scritta "REPARTO SPERIMENTALE VOLO".
Il 311° Gruppo ha come stemma uno sparviero con il motto "PRIMUS INTER PARES".

Stemma del 313° GRUPPO ADDESTRAMENTO ACROBATICO

Stemma del 313° GRUPPO
ADDESTRAMENTO ACROBATICO

313° GRUPPO ADDESTRAMENTO ACROBATICO
PATTUGLIA ACROBATICA NAZIONALE

La prima pattuglia acrobatica dell'Aeronautica Militare Italiana venne costituita nel 1930 dal 1° Stormo Caccia che aveva sede a Campoformido (Udine): era dotata di velivoli FIAT C.R. 20. Dopo aver partecipato alla 1ª Giornata dell'Ala, grandiosa manifestazione aerea nazionale che ebbe luogo a Roma nel giugno 1930, intraprese una crociera di esibizioni nell'Europa Orientale suscitando dovunque ammirazione ed entusiasmo.
Le crociere si ripeterono negli anni successivi, fino al 1939, con pattuglie formate anche da altri Stormi Caccia (4°, 6°, 53°) svolgendosi in diversi paesi dell'Europa e dell'America Meridionale.
Nel dopoguerra, a partire dal 1950, nuove pattuglie acrobatiche furono formate dal 4° Stormo (velivoli DH. 100 "Vampire"), dalla 5ª Aerobrigata (velivoli F-84 G Getti Tonanti), dalla 51ª Aerobrigata (velivoli F-84 G), dalla 6ª Aerobrigata (velivoli F-84 F Diavoli Rossi), dalla 2ª Aerobrigata (velivoli F 86-E Lancieri Neri), anch'essi brillantemente esibitisi in molti paesi dell'alleanza NATO, in Europa e in America.
Nel 1961 e stato costituito un reparto autonomo denominato "313° gruppo addestramento acrobatico" destinato a rappresentare I'Aeronautica Militare nelle manifestazioni nazionali ed internazionali con la Pattuglia Acrobatica Nazionale, denominata "Frecce Tricolori".
La pattuglia Acrobatica Nazionale per la prima volta dopo la guerra ha potuto disporre di un velivolo interamente costruito in Italia: il glorioso Fiat G-91-PAN che per oltre venti anni ha portato l'acrobazia italiana in tutta l'Europa, con risultati eccezionali.
Oggi la PAN e equipaggiata con i nuovi aviogetti Macchi MB-339. Essa e depositaria ed erede dei trionfi conquistati in tutto 11 mondo dalle Squadriglie Acrobatiche italiane fin dall'anteguerra.
Ha sede a Rivolto, presso Udine. Oggi la PAN e equipaggiata con i nuovi aviogetti Macchi MB-339.
Il distintivo delle "Frecce Tricolori" venne disegnato all'atto stesso della costituzione del Reparto, nel 1961.
La notorietà delle Frecce si e riflessa anche sul distintivo, che riporta appunto in alto tre frecce con i colori della bandiera italiana e più in basso al centro l'arco e la freccia, emblema della specialità caccia.