Fiat G91T caccia tattico leggero da bombardamento e attacco al suolo

Fiat G-91 (sopranominato affettuosamente Gina) prende vita dalla richiesta della NATO per la progettazione e produzione di un aereo con caratteristiche - LWSF (Light Weigth Strike Fighter) - riferibili a un caccia di appoggio tattico, leggero ed economico.
La Fiat aviazione propone un prototipo interamente concepito nel suo stabilimento.
La somiglianza con il Sabre già in produzione dall'industria italiana, su licenza americana è ovvia, viste le caratteristiche richieste e la tecnologia dell'epoca.
Progettato dall'Ing. Giuseppe Gabrielli, volò per la prima volta a Torino Caselle il 9 agosto 1956.
Questo primo prototipo ebbe un incidente il 26 luglio 1957.

La produzione di Fiat - Aeritalia fu di 174 dei G.91s destinati all'Italia, e ancora 144 dei G91 R/3, destinati alla Germania.

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Il Fiat G-91T esposto a Foggia

Il Fiat G-91T esposto a Foggia al rondò di via Paolo Telesforo con il tratturo Campo Reale.
I numeri di questo velivolo sono SA-93.
La sigla di immatricolazione MM6193.
L'appartenenza alla 60a brigata aerea sembra certa poichè sulla deriva verticale è presente lo stemma.
Le lettere maiuscole SA sulla fiancata, stanno per Scuola Aviogetti (S.A.) che poi divenne la 60a (?) Brigata Aerea.
Vogliamo precisare che il Nucleo Addestramento Velivoli a Reazione (NAVAR) di Foggia Amendola fu in seguito chiamato Scuola Addestramento Aviogetti (SAA).
Abbiamo trovato difficoltà a raccogliere informazioni su questa Brigata Aerea, presso gli uffici militari preposti.
Non disperiamo e attendiamo ancora.

A questo paese andarono pure i 50 velivoli in origine destinati alla Grecia e alla Turchia.
I 294 esemplari della variante G-91s destinata alla Luftwaffe, fu prodotta in Germania dalla società Flugzeug-Union Süd, frutto di un consorzio di produttori quali: Messerschmitt, Heinkel and Dornier.
Questo sarà il primo aereo militare costruito dalla Germania dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Altri 44 velivoli nella versione biposto, il G-91T/3, furono prodotti dall'industria tedesca.
Ultimo anno della produzione fu il 1972.
Anche l'Aeronautica Militare Portoghese adottò l'aereo destinandolo alle operazioni di guerra di contrasto ai movimenti di liberazione in Angola, Mozambico e Guinea. Gli ultimi esemplari presenti nei luoghi, furono usati dai soldati governativi nella guerra civile scoppiata dopo la decolonizzazione.
La scuola di volo della 60a Brigata Aerea di Amendola, vede fino a 1993 il colonnello Giandomenico Taricco svolgere le mansioni di istruttore di volo sui Fiat G-91T.
Nella produzione del Fiat G-91 le modifiche si susseguirono per soddisfare le numerose richieste della clientela. Moltissimi accessori elettronici di produzione italiana, fiore all’occhiello dell’avanguardia nazionale fece della fabbrica Fiat un partner ideale per le produzioni aeronautiche.

Elenco delle sigle dei modelli di G-91 prodotti da Fiat - Aeritalia

  • G-91 - Prototipo e sigla dei velivoli di prova. Motore: turboreattore Bristol Siddeley Orpheus 803.02
  • G-91R/1 - Velivolo destinato all'Aeronautica Militare italiana; uso di tre telecamere.
  • G-91R/1A - Modello con sostaziali modifiche strumentali.
  • G-91R/1B - Modifiche e rinforzo del carrello d'atterraggio.
  • G-91R/2 - Velivolo proposto all'Aeronautica francese (Armée de l'air).
  • G-91R/3 - Versione per la Luftwaffe tedesca. Su questi aerei furono montati due cannoncini da 30 mm di produzione DEFA (Direction des Études et Fabrications d'Armement), industria che in seguito verrà chiamata GIAT Industrie (Groupement Industriel des Armements Terrestres). Tale industria produrrà tutti i tipi di armamento montati su velivoli francesi.
  • G-91R/4 - In tutto simile alla versione G-91R/3, con un diverso armamento.
  • G-91T/1 - Versione da addestramento direttamente derivato dal G-91R/1 .
  • G-91T/3 - Versione da addestramento per la Luftwaffe.
  • G-91T/4 - Versione modificata nella parte navigazione e rilevamento con l'equipaggiamento montato sui velivoli Lockheed F-104 Starfighter.
  • G-91PAN - Versione acrobatica per le Frecce Tricolori. Questa versione (unica) fu prodotta apportando delle variazioni alla versione G-91S in origine destinata alla Svizzera. Alla Aeritalia, l'Aeronautica Militare Elvetica in previsione di un eventuale ordine, aveva chiesto che alcuni prototipi fossero modificati per adeguarli alle loro necessità.
    La stessa cosa avverrà per il modello G-91Y-S, sempre destinato alla Svizzera, costruito in un unico esemplare e mai commissionato per la produzione.
  • G-91Y - Versione con 2 reattori General Electric J85-GE-13A.
  • G-91Y-T - Biposto d'addestramento.
Ingrandisci l'immagineStrumentazione di un Fiat G-91T

Strumentazione di un Fiat G-91T
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03 Novembre 2013

Fiat G-91T Strumentazione

La strumentazione di bordo di un G91G.
Gli strumenti sono in buono stato di conservazione.
Il reperto proviene crediamo, da un velivolo in disuso ancor prima del decreto ministeriale di dismissione della flotta, lo prova lo sbiancamento della vernice nera antiriflesso che contorna gli strumenti (velivoli "cannibalizzati") e la mancanza di lampadine e di un supporto.
Non dimenticare di dare una lacca protettiva alle parti verniciate e cromate.
Complimenti al possessore di questo pezzo storico.

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Foto: Associazione Arma Aeronautica di Lumezzane

03 Novembre 2013

Fiat G-91T 60° Stormo

Aeroplano esposto presso la sede dell'Associazione Arma Aeronautica di Lumezzane, appartenuto al 60° Stormo

 

 

 

 

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Foto: Associazione Arma Aeronautica di Lumezzane

Coda del Fiat G-91T

Fiat G-91T con numero MM 6431

 

 

 

 

 

 

 

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(Foto: Massimiliano Contorno)

16 dicembre 2005

Fiat G-91T Aeroporto di Boccadifalco (PA)

Questo aeroplano è stato fotografato all'aeroporto di Boccadifalco (Palermo) nel 2004.
E' un velivolo sopravvissuto alla distruzione di massa voluta per il Fiat G-91.
Orgoglio della nostra Aeronautica Militare e di altre forze aeree europee, alla dismissione è seguita una demolizione sistematica dei velivoli. Relitti e parti di questo aeroplano sono state rintracciate presso un demolitore a Roma.

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Recizione di protezione messa attorno al
G-91

 

Il velivolo presente a Boccadifalco è stato ultimamente risistemato e non restaurato.
I numeri di immatricolazione militare sono: MM6337 - Fiat G91T/1NG67

I numeri del reparto di appartenenza del velivolo sono: 32-37
Il primo è il numero dello stormo (in questo caso è il 32º Stormo (Amendola), il secondo è il numero del velivolo
Sulla coda è presente il logo dello stormo.
E' da notare che l'aereo è appartenuto a un altro stormo e la verniciatura del n. 32 è successiva alla prima assegnazione
Fiat G-91T con i numeri 32 -37 ripreso in volo

Fiat G-91T con i numeri 32-37 ripreso in volo.
Foto courtesy: http://home.planet.nl/~maat0174/zuideropa/G91t.jpg

Fiat G-91T della 60a Brigata Aerea

Fiat G-91T della 60a Brigata Aerea
I numeri di appartenenza su questo biposto d'addestramento sono 60 - 89
(Image courtesy: www.wikipedia.org)

Fiat G-91T della 32a Brigata Aerea

Fiat G-91T della 32a Brigata Aerea
Aereo restaurato esposto a una manifestazione aerea sull'aeroporto di Boccadifalco (Pa) nel 2006 .
I numeri di appartenenza di quest'aereo non sono perfettamente leggibili.... 32 - ??

Fiat G-91T della 60a Brigata Aerea

Fiat G-91T della 60a Brigata Aerea
Questo aereo (in attesa di manutenzione) è esposto al Museo dell'Aviazione a Rimini.
I numeri di appartenenza di quest'aereo sono 60 - 103

Relitti di aeroplano Fiat G-91T

Parti di fusoliere visti a Roma in un deposito di rottamazione visibile dal Raccordo Anulare

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Relitto dell'aeroplano Fiat G-91

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Relitto dell'aeroplano Fiat G-91