Aeroplano Aermacchi MB-326 sopravissuto esposto a Termoli

Aermacchi MB-326 esposto a Termoli

Foto: Severino Tognoni - Aermacchi MB-326 esposto a Termoli presso l'Aeroclub.

Breve excursus storico

In competizione diretta con il Fiat G.80, l'aeroplano Aermacchi MB-326, sarà il velivolo di maggior successo prodotto dall'Italia tra gli anni 50 e 60.
Progettato e realizzato in due prototipi per addestramento biposto in tandem, vola per la prima volta in dicembre 1957.
Con un acquisto di 15 velivoli in pre-produzione l'Aeronautica Militare Italiana, dopo le prime prove e la positiva performance dei primi modelli, da il benestare per l'acquisto di altri 85 aeroplani.

L'Aermacchi "jet propeller" sostituiva tutta la schiera di velivoli da addestramento (come il T6-Texan) a elica.
A tal scopo l'Alitalia ordinerà quattro addestratori nella versione “di D„ demilitarized; con strumentazione particolare per la formazione dei piloti di linea.
Aermacchi forte del primo successo inizierà la produzione di versioni armate, sempre biposto, con le sigle MB-326B e MB-326F.
La stabilità in volo, l'estrema manovrabilità, la velocità e l'economicità di esercizio, erano le cose che contraddistinguevano il nuovo velivolo: era ciò che l'utenza militare chiedeva dall'industria aeronautica in quegl'anni.

Varie versioni training si susseguirono a seguito delle richieste delle varie aeronautiche militari nel mondo.
Nelle versioni armate il velivolo volava con un singolo pilota, questa versione sarà designata con la sigla MB-326K.
Nei successivi prototipi per questo tipo di utilizzo armato (attacco a terra), si cercarono propulsori come il Rolls-Royce Viper 632-43 turbojet (in origine il motore Viper 8 aveva solo 795 kg di spinta, i modelli successivi furono dotati del Viper 9, con un supplemento di 67 kg; l'MB-326Gs userà il propulsore Viper Mk 20 che darà una spinta di 1,524 kg), e cannoni con controllo elettronico.
Le ricerche e gli adattamenti per la trasformazione del velivolo a questo tipo d'uso, le fecero i sudafricani dotandolo di motori sempre più potenti e modificando alcune parti strutturali per renderlo più efficente dal punto di vista bellico. Un capiente serbatoio munizioni sarà recuperato nello spazio vuoto del secondo pilota.

Aermacchi MB-339

Foto courtesy: http://www.military-today.com
Aermacchi MB-339 con i colori dell'Aeronautica dello stato di Dubai

Nel 1974, l'MB-326K avrà il suo primo acquirente la Polizia aeroportuale di Dubai che li userà per la prevenzione degli attacchi terrostici(?).
Qualche anno più tardi, nel 1975, la società Atlas in Sud Africa inizia la produzione su licenza dell'MB-326K che si chiamerà Impala II e sarà ampiamente usato in azioni di guerra in Angola.
Nei modelli acquistati dal Ghana e dalla Tunisia saranno dotati del secondo seggiolino pilota (MB-326s). Questi velivoli saranno dotati di propulsore Viper Mk 20 con 1,524 kg di spinta.
Per concludere l'aeroplano MB-326 sarà il primo velivolo a concezione e costruzione italiana, prodotto su licenza più usato e diffuso nel mondo. La stessa industria americana, padrona in quegli anni della produzione e esportazione di velivoli leggeri jet-trainers, elogiò la qualità del prodotto che ricobbe come il migliore presente sul mercato in quegli anni.
Un grave incidente a Bologna, provocato da uno degli MB-326 in forza alla nostra aeronautica militare ci ha riempito di dolore.

EMBRAER EMB-326 - AT-26 Xavante

EMBRAER EMB-326 - AT-26 Xavante (FAB), della Força Aérea Brasileira
Foto: André Bonacin - http://www.panoramio.com/photo/2577748
Museu Aeroespacial (MUSAL) - Campo dos Afonsos - Rio de Janeiro, RJ, Brasil

Il 6 dicembre 1990, un velivolo in volo di addestramento, fuori controllo per una piantata di motore, abbandonato, si schianta contro una scuola di Casalecchio di Reno: moriranno dodici ragazzi e altri 88 rimarrano feriti.
Questo incidente segnerà la definitiva radiazione dell'aereo dalle nostre Forze Armate.
Anche le Frecce Tricolori (313° gruppo AMI) adotteranno MB-339s, che rimpiazzerà l'ormai superato G-91R PANs.
Le versioni del MB-326 furono tantissime, prodotte in gran numero e tutte dimostrarono la grande versatilità e qualità del progetto originale prodotto dall'Aermacchi; questo primissimo modello fu destinato solamente all'Aeronautica Militare Italiana poichè il primo a presentare una opzione di acquisto.
Il progetto MB-326A rimase solo su carta poichè non fu seguito da produzione.
MB-326B versione armata per la Tunisia. MB-326D versione per l'addestramento piloti Alitalia. MB-326E versione armata destinata all'Aeronautica Militare Italiana. MB-326F versione con armamento leggero destinato al Ghana.
Il progetto del velivolo chiamato MB-326G fu il primo di una serie armata per l'attacco a terra che ebbe un relativo successo: MB-326GB per la Marina Argentina, per l'aeronautica dello Zaire e per l'aeronautica dello Zambia.
Di questo stesso tipo saranno gli MB-326GC destinati l'Aeronautica Militare Brasiliana (Força Aerea Brasileira); il Brasile ne costruirà su licenza in totale 182, con il nome EMBRAER EMB-326 che l'aeronautica militare siglerà come AT-26 Xavante. Da questa prima versione ne fu prodotta un'altra la RT-26 Xavante per la ricognizione aerea.
Una parte del totale dei velivoli prodotti in Brasile, undici unità saranno esportati e trasferiti alla Marina Argentina dopo la guerra delle Falklands ("Guerra de las Malvinas" ), sei andranno in Togo e altri dieci al Paraguay.
I primi dodici addestratori MB-326H costruiti in Italia furono acquistati dall'Australia e destinati all'Aeronautica Militare Australiana (Royal Australian Air Force).
Le società australiane "Commonwealth Aircraft Corporation" e "Hawker Aircraft", vista la buona qualità del velivolo decide di produrlo su licenza designandolo con la sigla CA-30. Dieci velivoli fra quelli prodotti furono consegnati alla Marina Australiana.

Misure e disegno del Aermacchi MB-326GC - AT-26 Xavante

Misure e disegno del Aermacchi MB-326GC - AT-26 Xavante della Força Aérea Brasileira
Source: http://www.centrohistoricoembraer.com.br/en/historia-aeronaves/emb-326-xavante.htm

L'Aermacchi MB-326K, (conosciuto anche come MB-336), monoposto armato per l'attacco a terra, verrà acquistato e prodotto in Sud Africa dalla "Atlas Aircraft Corporation", a dispetto di tutte le disposizioni di embargo disposte dall'ONU contro il paese dell'apartheid (che in lingua afrikaans, vuol dire letteralmente "separazione").
Il primo modello prodotto fu "Impala" Mk I equipaggiato con motore Viper Mk 600 capace di 1,814 kg di spinta.
Il secondo modello prodotto in Sud Africa, anche quello più numeroso, fu il "Impala" Mk II.
Altri due prototipi con la sigla I-AMKK e I-KMAK, MB-326G furono convertiti in questo modello Impala II.
L'ultimo velivolo prodotto di questa fortunata serie avvenne il 22 agosto 1970.
Dubai ne acquistò tre nel 1974 e altri tre dell'MB-326KD nel 1978, con altri due MB-326LD biposto.
Otto monoposto furono acquistati dalla Tunisia (MB-326KT); nove dal Ghana e otto dallo Zaire con sigla MB-326KB.

Strumentazione dell'Aermacchi MB-326

Strumentazione dell'Aermacchi MB-326
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L'Aermacchi MB-326L come pure MB-326M, furono velivoli biposto come lo era inizialmente il MB-326K
MB-326LT sigla dei velivoli biposto destinati alla Tunisia.
Altri cinque MB-326s già dell'A.M. italiana furono convertiti ECM aircraft e furono siglati con MB-326RM.
Da ricordare il prottipo con sigla I-MAKI che fece la sua prima dimostrazione di volo in Francia nel 1958.