Per saperne di piĆ¹ del Mudry CAP 10
Volo sporivo  |  31 Ottobre 2020 20:59  |  Article Hits:57  |  A+ | a-
Mudry CAP 10B I-IZAI a Palermo Boccadifalco 2005
Mudry CAP 10B I-IZAI a Palermo Boccadifalco 2005
Il Mudry CAP 10, biposto per addestramento e gara, ed è costruito dalla “Apex Aviation”. Un aeroplano di successo, che volò la prima volta nel 1970, apprezzato da molti, è sulla scena da un ventennio. Le ragioni sono da ricercare nel rapporto prezzo-qualità e nella poliedricità di questo apparecchio.
Si tratta di un monoplano a struttura lignea rivestito in tela, studiato soprattutto per la scuola di acrobazia, ma eccellente anche per il turismo. Il motore è: un Lycoming AEIO-360-B2F, 4 cilindri ad iniezione diretta (come testimonia la I della sigla) equipaggiato di sistema Christen che permette la lubrificazione continua in volo rovescio, ed eroga una potenza massima di 180 hp a 2.700 RPM (134 kW) al livello del mare; l'elica montata tradizionalmente è una Hoffman bipala in legno a passo fisso, (comunque può essere montata un’elica PVV tripala).
L'esemplare provato è di proprietà dell'Aeroclub Viterbo, è il numero 58, ed è stato immatricolato nel 1975 viene utilizzato sia per la scuola sia per allenamento e le gare. Con questo aereo Massimo Anella ed Enrico Marchegiani, (che perirà con la sua compagna Iolanda Piacente per la caduta del CAP 10 di proprietà della società ”Air Abruzzo” e in dotazione all’Aeroclub aquilano, il 26 aprile 1991) hanno conquistato due titoli nazionali di acrobazia nel 1989.
L’accesso alla cabina è agevole con l’accortezza di lasciare i flap abbassati; l’ampio tettuccio in plexiglas, scorrevole all’indietro, consente un'ottima visibilità in ogni direzione.
Il posto di pilotaggio e a sinistra, a destra quello dell'istruttore o di un eventuale passeggero. Una volta seduti nell'abitacolo la prima impressione è quella di essere su un aeroplano ben concepito. La strumentazione comprende tutto l’indispensabile sistemato in modo razionale: anemometro, altimetro, variometro, pallina per il volo dritto, pallina per il volo rovescio e contagiri in bella evidenza davanti al pilota; sotto un pannello longilineo per gli interruttori e sulla destra, gli strumenti motore, la radio e, unico ausilio alla navigazione, un VOR della King. Il pannello portastrumenti e in nudo metallo, la bussola è posta in alto al centro sul cruscotto, e assente ogni genere di strumento giroscopico (data la loro scarsa attitudine ad incassare g).
I sedili di pilotaggio, regolabili solo longitudinalmente, sono realizzati in fibra con un cuscinetto ed uno schienale poco  imbottiti asportabili. In realtà nell’impiego acrobatico lo schienale imbottito non è usato; tra la schiena ed il sedile c’è il paracadute d'emergenza che svolge anche la funzione di imbottitura. Tra i due sedili trova posto, oltre alla rotella del trim, la leva dei flap, bloccabile su tre posizioni: 0°, 15°, 40°. Dietro i sedili vi è il vano porta bagagli, un piano su cui possono essere comodamente legate due o tre valigie di dimensioni medie per un massimo di 50 chili. Le cinture di sicurezza sono due: una a cinque punti ed una semplice ventrale a due punti da allacciare sopra alla prima.
Gennaio 1990
 
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